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Rebrab in visita, treni ancora fermi
Il presidente di Cevital ha presentato ai suoi manager il nuovo amministratore delegato del Gruppo, Said Benikene
PIOMBINO. Il presidente di Cevital, Issad Rebrab, è arrivato mercoledì sera a Fiumicino in compagnia del nuovo amministratore delegato del Gruppo algerino, Said Benikene, nominato da pochi giorni. Così ieri mattina il patron algerino e il suo nuovo ad hanno effettuato un lunga visita allo stabilimento, che ha seguito per quanto riguarda Rebrab quella prenatalizia in cui aveva incontrato i sindacati.
Rebrab ha presentato Benikene all’amministratore delegato di Aferpi, Fausto Azzi, con cui poi i due si sono intrattenuti a lungo dopo la visita nello stabilimento.
La visita ha riguardato tutti i reparti, anche i treni di laminazione fermi (tmp e tve), dove il presidente di Cevital ha rivolto domande tecniche ai vari responsabili.
Insomma, Rebrab si è comportato ostentando la solita tranquillità, in un momento in cui la sua gestione dello stabilimento ex Lucchini, e l’assenza degli interventi annunciati e previsti per gli altri settori inseriti nel primo piano industriale (agroindustria e logistica portuale) lo hanno posto al centro delle accuse dei sindacati e delle richieste di impegni concreti da parte del ministro Carlo Calenda.
Il minstro ha ribadito nei giorni scorsi la sua insofferenza per la situazione, e il suo invito a Rebrab a presentare al più presto un nuovo piano industriale e un nuovo cronoprogramma.
Rebrab dal canto suo non ha ancora risposto all’invito del ministro ma in un’intervista rilasciata a Parigi al Sole 24 ore ha tentato di ribaltare ancora una volta la situazione, non solo confermando che farà tutto quel che ha promesso a Piombino e che i problemi finanziari sono praticamente risolti o in via di soluzione, ma cambiando in parte anche le previsioni del primo piano industriale, con una forte riduzione degli occupati in siderurgia, e un imprevisto ampliamento dei lavoratori previsti nell’agroindustria.
Solo che stavolta non ha raccolto consensi o quanto meno nuove aperture di credito da parte della politica. Il sindacato da parte sua ha congelato lo sciopero e manifestazione immaginato per oggi e poi spostato in avanti a seconda delle notizie che arriveranno nell’incontro al Mise lunedì prossimo.
Intanto tmp e tve restano fermi, senza semiprodotti e col mercato sempre più lontano. Tutto ciò mentre la Regione ha annunciato col consigliere Gianni Anselmi la volontà di costruire le condizioni attraverso Fidi Toscana per un finanziamento da parte delle banche che consenta di far ripartire la produzione e dare così un minimo di prospettiva ai contratti di solidarietà. Un’operazione con una sola condizione: che Rebrab finalmente presenti a Calenda il nuovo piano industriale e finanziario.(cloz)
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