Ghini e Bigagli, eccezionali al cinema e anche con i tormentoni
Terzo appuntamento con la stagione teatrale piombinese, successo per "Un'ora di tranquillità"
PIOMBINO. Terzo appuntamento con la stagione teatrale piombinese ed in scena al Metropolitan c’è “Un’ora di tranquillità”.
Una commedia veramente brillante con tormentoni che, anche a distanza di tanti giorni, tornano alla memoria accompagnati da una risata (quel non figlio, che vuol chiamarsi “Fucking raaaat!”).
Bella la scenografia: come proiettati nello spazio, con arredi ben squadrati e finestre che ricordano gli occhi di una mosca.
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Invece eccoci negli anni Settanta con personaggi psichedelici, idraulici che capiscono poco di tubi e si inventano di essere di una nazionalità sicura per procacciarsi un lavoretto; figli amatissimi che, forse, si vogliono ribellare ma alla fine nemmeno troppo; paternità con il punto interrogativo e le “corna” (ben testimoniate dall’enorme toro rosa post moderno) a condire sane gag.
Bravi tutti gli attori. Eccellente la regia di Massimo Ghini che, alla ricerca della sua ora di tranquillità, non si risparmia per quasi due ore di spettacolo. Per trovare un neo? Le tre o quattro battute di Massimo Ciavarro che potevano essere benissimo fatte da altri.
Mentre Claudio Bigagli, nelle vesti del vicino di casa polacco, è stato esilarante...
Bello il ricordo, che alla fine dello spettacolo, gli attori hanno dedicato alla città di Piombino, che nei lontani anni Novanta, approdò al cinema raccontando una delle sue grandi crisi della industria, a firma dell’esordiente Paolo Virzì.
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