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Aferpi: Regione in aiuto per il circolante
Pronta un’operazione per garantire il finanziamento di 50 milioni da parte delle banche e rimettere in moto i laminatoi
PIOMBINO. La Regione ha un progetto per il soccorso di Aferpi, con l’obiettivo di sostenere quanto meno la capacità di acquisto dei semiprodotti, rimettere in moto i laminatoi e non perdere sia il mercato che i contratti di solidarietà per gli oltre duemila dipendenti, in attesa che si chiarisca la situazione con Issad Rebrab.
Gianni Anselmi, consigliere regionale Pd e presidente della commissione sviluppo, spiega che col presidente Enrico Rossi «presto illustreremo i dettagli dell’operazione».
Lo stabilimento è semiparalizzato, ed è indispensabile trovare il finanziamento di una somma intorno ai 50 milioni che consenta di riprendere acquisti continui di blumi e billette.
«Naturalmente non si tratterebbe di iniettare risorse pubbliche – chiarisce Anselmi – ma di creare le condizioni per un intervento del sistema bancario a sostegno del capitale circolante e dunque dell’attività di laminazione, nella fase di transizione auspicabilmente rapida verso un chiarimento sulle intenzioni di investimento di Aferpi».
Operazione che potrebbe svilupparsi tecnicamente con l’intervento di Fidi Toscana, ma che secondo Anselmi andrebbe condizionata «alla presentazione formale alle istituzioni e ai sindacati, così come richiesto dal Governo, di un piano industriale aggiornato e definitivo, e di un cronoprogramma vincolante che permetta di legare la continuità produttiva a una prospettiva industriale».
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L’ex sindaco di Piombino spiega anche che la Regione, «attraverso il presidente Rossi, sta inoltre operando presso l’Unione europea e la Banca europea degli investimenti per reperire e mettere in campo strumenti ulteriori (rispetto ai 30 milioni del Fondo europeo sviluppo regionale già messi a disposizione e all’imponente investimento sulle infrastrutture portuali) di sostegno agli investimenti nell’innovazione siderurgica e nella logistica».
Se questo è l’impegno della Regione per sostenere il progetto industriale, con l’intento di tenere vivo lo stabilimento e con esso il progetto di riconversione e ambientalizzazione, a prescindere da Rebrab, Anselmi pensa anche che sia «centrale e urgente che le istituzioni affrontino, con gli strumenti e le procedure disponibili, il tema dello smantellamento degli impianti e degli immobili dismessi. Attivare questo percorso consentirebbe di impiegare lavoratori – conclude il presidente della commissione regionale sviluppo – dare corpo al settore dell’economia circolare e del riuso, liberare e bonificare spazi per lo sviluppo nuovo in conformità delle intenzioni chiaramente espresse nell’Accordo di programma del 2014».
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