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Calenda in attesa, Rebrab avanti con Leali
Tutto fermo su Aferpi mentre l’imprenditore algerino punta ancora sull’acciaieria e sul laminatoio in Trentino e Lombardia
PIOMBINO. Si avvicina il 20, data in cui i sindacati Aferpi hanno annunciato sciopero e manifestazione, se nel frattempo non ci sarà una convocazione da parte del Mise.
Convocazione che pare arriverà in tempi brevi, anche se il ministro Carlo Calenda non ha fissato una data certa, ma che difficilmente porterà le novità che Fim, Fiom, Uilm e Ugl chiedono da tempo, e cioè «continuità produttiva che il Governo deve garantire a prescindere, e copertura finanziaria del piano industriale».
Novità positive difficili da aspettarsi, oltre tutto nel giro di pochi giorni, visto che alle sollecitazioni del ministro, l’ultima di pochi giorni fa («Ho scritto a Issad Rebrab una lettera formale, dopo molti incontri – ha detto Calenda – in cui ho chiesto nero su bianco lo status dell’ottemperamento degli impegni che aveva preso») non risulta che il presidente di Cevital abbia in qualche modo dato seguito.
Anzi, Rebrab proprio inquesti giorni avrebbe deciso di dar corpo alle proprie intenzioni di affittare gli stabilimenti Leali, cioè l’acciaieria elettrica e il laminatoio in Trentino e Lombardia, contravvenendo alle richieste del ministro, che nei mesi scorsi lo aveva invitato a congelare l’affare almeno fino alla concretizzazione degli impegni presi per l’ex Lucchini.
Un affare che può segnare il destino del tmp piombinese, visto che si tratta di un impianto gemello di quello di Odolo, in funzione a servizio dell’acciaieria di Borgovalsugana.
Quest’accelerazione potrebbe dunque avere effetti sulle decisioni del sindacato di organizzare comunque una mobilitazione, appunto il 20 o nella settimana successiva, anche se al momento tra le rsu non c’è identità di vedute.
Ieri intanto il ministro Calenda ha risposto all’interrogazione presentata dall’onorevole Catia Polidori, deputata di Forza Italia, che chiedeva le intenzioni del Governo rispetto alla situazione di stallo delle acciaierie piombinesi: Calenda, dopo aver ripercorso la vicenda dell’acquisizione della ex Lucchini da parte di Cevital, cita l’ultima relazione del commissario Piero Nardi, confermando «che permangono criticità riguardanti sia il finanziamento degli investimenti, sia la disponibilità del circolante necessario a garantire, innanzitutto, la prosecuzione dell’attività siderurgica. A fronte di ciò, il ministero dello Sviluppo economico – prosegue – ha in corso una serrata interlocuzione con i vertici della società acquirente, recentemente aggiornata alla seconda metà del mese di gennaio».
Calenda spiega quindi come Rebrab, «che ha sostanzialmente confermato l’intenzione di procedere nella realizzazione del progetto industriale a suo tempo proposto sia per la parte siderurgica che per le attività di logistica e dell’industria agroalimentare», sia stato formalmente invitato «a fornire, con la massima tempestività, un piano industriale aggiornato e adeguato all’attuale situazione, tale da assicurare il rispetto degli obblighi di prosecuzione delle attività e di mantenimento dell’occupazione a suo tempo assunti».
Polidori nell’interrogazione aveva chiesto al ministro di un eventuale, possibile coinvolgimento nell’operazione Aferpi di Cassa depositi e prestiti «che sta partecipando al rilancio dell’Ilva di Taranto – aveva scritto la deputata nell’interrogazione – come socio finanziario con il 44,5%», ma la risposta di Calenda è sottile: «Si è in attesa della consegna del Piano aggiornato – chiude infatti il ministro – ai fini delle conseguenti valutazioni e determinazioni da parte di tutti i soggetti a vario titolo coinvolti nell’esecuzione di tale importante progetto imprenditoriale».
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