Il Tirreno

I due coniugi senza casa «Ci chiedono il Cud...»

CAMPIGLIA. «L’appartamento è pronto, ma da qui ad andare a viverci...». Ancora preoccupati i due coniugi invalidi che pur avendo ottenuto l’assegnazione di una casa popolare (“siamo i primi in...

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CAMPIGLIA. «L’appartamento è pronto, ma da qui ad andare a viverci...». Ancora preoccupati i due coniugi invalidi che pur avendo ottenuto l’assegnazione di una casa popolare (“siamo i primi in graduatoria...” sussurra Annunziata Balestra) restano alle prese con problemi amministrativi. «Come richiesto dal Comune – racconta Ezio Scifoni – abbiamo contattato il numero Casalp dove non è stato possibile parlare con nessun responsabile. Ma già dal Comune ci è stato confermato che, tra i documenti, l’Isee non basta più e dobbiamo presentare una certificazione dei redditi: documento dei lavoratori dipendenti o si chi percepisce un reddito per attività... noi non abbiamo più niente!».

«Il Comune dice che la nostra odissea è quasi terminata – interviene Annunziata – non è vero...! Belle parole senza fatti. Per il Cud? Ci siamo subito rivolti al Caf Cgil in via Roma a Piombino, ma qui ci hanno confermato che, essendo privi di reddito, non possiamo presentare un documento così, anzi ci hanno pure sollecitato a farli contattare direttamente per dare spiegazioni in proposito». Annunziata 61 anni ed Ezio 68, entrambi invalidi (dopo il fallimento della ditta di famiglia anni fa, senza stipendio e con 460 euro al mese) da tempo sollecitano una sistemazione più adatta alle condizioni di salute, pure in attesa dell’alloggio popolare. «Sapendo che ci sono appartamenti Casalp vuoti, abbiamo pensato di occuparne uno – ricorda Annunziata – e ci siamo rivolti anche alla guardia di finanza, restiamo in attesa della conclusione delle indagini. Però, ora, se davvero c’è questo alloggio assegnato in base alla graduatoria comunale, perché siamo ancora al freddo nel campeggio Orizzonte?».

«In balia della situazione – spiega Ezio – dal campeggio ci muoviamo con un’auto che ci ha dato nostra figlia, una Fiat Uno che ha 32 anni... da un momento all’altro restiamo a piedi. E se non risolviamo a breve, perderemo pure i soldi già dati a Follonica, per i mobili usati, anche la cucina».

Ieri mattina, tornando all’auto proprio dopo aver fatto sosta al Caf Cgil, Annunziata è inciampata in via Roma ed è caduta: «Polso fratturato e 35 giorni di prognosi – dice – che disastro...».

Cecilia Cecchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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