Il Tirreno

Odissea quasi terminata per Annunziata ed Ezio

I due coniugi invalidi hanno ottenuto l’assegnazione di una casa popolare L’assessora Ticciati: «Sono contenta che non ne abbiamo occupata una»

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CAMPIGLIA. Sta per terminare l’odissea di Annunziata Balestra ed Ezio Scifoni. Entrambi invalidi, 61 anni lei e 68 lui, avevano rivolto vari appelli nei mesi scorsi per trovare una sistemazione provvisoria e adatta alle loro condizioni di salute, in attesa di quell’alloggio popolare che attendevano da tempo. I due, dopo il fallimento della ditta di famiglia anni fa, vivono senza stipendio, con solo 460 euro al mese. Dal 2015 (grazie all’aiuto del Comune e col sostegno dell’Asl) alloggiavano in un appartamento nei pressi del cimitero di Campiglia, per accedere al quale erano costretti a usare una stradina privata lunga centinaia di metri, in pendenza, insidiosa da percorrere a piedi. Anche per fare spesa o recarsi in paese, distante un paio di chilometri, non era proprio l’ideale, visti i seri problemi di salute. Stufi di quella «galera», come l’avevano definita, i due avevano anche pensato di occupare una casa popolare vuota. Ma alla coppia è stato assegnato un alloggio Casalp che spetta loro di diritto in base alla graduatoria comunale. La determina dirigenziale di assegnazione è stata firmata a fine novembre 2016. La casa in cui entreranno è a Campiglia, al piano terra di una palazzina. «Grazie al lavoro costruttivo degli uffici comunali e la volontà della politica di comprendere il disagio e di dare un aiuto – dice l’assessora Alberta Ticciati - si è giunti a una soluzione positiva e siamo riusciti a scongiurare da parte loro azioni che avrebbero messo a repentaglio il diritto all’alloggio. Pur comprendendo lo stato di disagio, occorre rimanere sempre nell’ambito della legalità. Sono contenta che abbiano compreso l’importanza di un confronto sereno».

Oggi quindi la coppia è assegnataria di una casa popolare ed è in corso da parte di Casalp l’istruttoria per l’ufficializzazione e la stipula del contratto. Momentaneamente sono supportati e monitorati dal servizio sociale. Da parte sua, il Comune sottolinea con fermezza che le eventuali occupazioni di alloggi non aiutano a dare soluzioni, anzi fanno rischiare a chi ha bisogno che i loro diritti decadano, quindi l’amministrazione comunale ribadisce l’importanza di rimanere nelle more della legalità per poter dare effettiva soluzione ai problemi con tutti gli strumenti che sono disponibili, e con il pieno impegno del Comune e del servizio sociale affinché il disagio sia mitigato e risolto.

Annalisa Mastellone

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