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Pronto soccorso promosso ma il personale è poco
I dati del Piano nazionale esiti dicono che gli operatori di Villamarina affrontano una casistica più complessa rispetto al resto della Toscana
PIOMBNO. Il pronto soccorso di Villamarina promosso, e bene, dal Piano nazionale esiti - il Pne è lo strumento che valuta i risultati raggiunti nelle singole strutture - ma i carichi di lavoro sono eccessivi. Manca personale.
«Una situazione insostenibile sia per i lavoratori, sia per i cittadini», secondo la federazione provinciale della Uil funzione pubblica, che ha aperto una vertenza specifica sul reparto. Dove mancano 9 mila ore /anno di lavoro, equivalenti a 3 medici, due operatori sociosanitari e un infermiere. Carenze contrapposte ad un numero di accessi che oscilla dai 22 ai 23mila ogni anno.
Gli elementi appena resi noti analizzano gli accessi 2015. Dicono che Piombino raggiunge i migliori risultati della Toscana. I codici bianco-azzurri si fermano all’11,70% (il 12% in meno sul dato regionale, il 10% in meno su quello dell’Usl nord ovest). Al contrario, qua si tratta un numero maggiore di situazioni complicate. Il 6% in più di codici verdi (il totale è il 59,83%) e giallo-rossi (sono il 28,47%, il 5% in più della Toscana, il 4 sull’Usl nord ovest).
Significha che gli operatori piombinesi devono affrontare una casistica più complessa e, di conseguenza, hanno un carico tra i più impegnativi. Che genera un incremento del 20% di prestazioni rispetto alla media.
Villamarina va bene anche negli altri parametri valutati. Presenta una percentuale alta di pazienti trattati nella Breve osservazione e dimessi a domicilio (il 67.75%). Tradotto, significa che c’è capacità di assicurare diagnosi certe e il conseguente ritorno a casa in sicurezza, maggiore dell’11% su Cecina e 13 su Livorno. Più alta rispetto a questi stessi due presìdi, è anche la percentuale di pazienti trattati in Ps e poi ricoverati. Denota capacità di filtro ed evita ricoveri impropri. Anche i tempi non risulterebbero pesanti. La percentuale di abbandono (cittadini che lasciano il servizio), a Piombino si ferma al 3,44 dei casi. Più bassa che a Cecina e Livorno.
Tanto lavoro, e gravoso, soprattutto in estate, «quando i lavoratori sopportano un impegno senza precedenti. Purtroppo nessuno di questi parametri viene usato per determinare il fabbisogno di ore-lavoro, che si basa solo il numero degli accessi», afferma Paolo Camelli, segretario provinciale Uilfp.
Prima della prossima stagione, il sindacato punta ad una soluzione della vertenza. Entro marzo, l’azienda si è impegnata a raggiungere un accordo sul potenziamento del Ps. Al centro della vertenza, ci sono la facilitazione dei collegamenti con laboratorio e diagnostica, l’aggiunta di almeno un paio di Oss, la conferma del personale stabilizzato, tra cui un infermiere su tutti i turni alla Breve osservazione e due infermieri al triage.
E ancora, lo stop a sperimentazioni nella gestione della Breve osservazione. Per il sindacato, aumentare il lavoro con casi complessi non è sostenibile ed espone cittadini e operatori a rischi pericolosi. Infine, si chiede la realizzazione del nuovo pronto soccorso in ambienti vicini alle aree della diagnostica, dotato di spazi sufficienti anche per la Breve osservazione, pediatrica inclusa, e per la gestione dei codici bianchi e azzurri. (v.p.)
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