Il Tirreno

Aferpi, progetto in bilico ma la città non si accende

Aferpi, progetto in bilico ma la città non si accende

Poca gente in piazza Cappelletti all’iniziativa di protesta di varie associazioni mentre ancora si attende la data di convocazione per la presentazione del piano

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Se i giorni decisivi per le sorti del progetto Aferpi si avvicinano a grandi passi (l’ultimatum del sindacato per la fissazione di una data per la presentazione del piano industriale e finanziario da parte di Issad Rebrab è fissato al 20 gennaio), la città sembra ancora tiepida rispetto alla prospettiva di ripartire con una mobilitazione giudicata indispensabile sia dai sindacati che dalle associazioni da sempre apertamente scettiche sul progetto Cevital, se la vicenda prenderà una china negativa. Cioè quella del disimpegno di Rebrab o comunque di una paralisi delle attività verso cui del resto lo stabilimento sembra avviato.

Anche ieri dunque in piazza Cappelletti c’era poca gente all’iniziativa delle associazioni Camping Cig, Lavoro, salute, dignità e Restiamo umani, che avevano portato un forno elettrico da cui “colava” vin brulè, nel giorno in cui appunto, secondo i programmi, Aferpi avrebbe dovuto iniziare la produzione di acciaio.

A tener lontana la gente (alla fine in piazza erano presenti poche decine di persone) ci sarà stato pure il gran freddo, ma comunque fa un certo effetto registrare – anche nelle iniziative sindacali – la quasi totale assenza degli operai. Forse la maggioranza dei piombinesi pensa ancora che, come sempre, alla fine qualche soluzione arriverà.

Certo il problema della scarsa partecipazione, pur in un momento delicatissimo che rischia di tracimare in una fase drammatica, non se lo è nascosto nessuno degli organizzatori e nemmeno chi ha parlato in piazza. Non l’ha nascosto dunque il sindaco di Suvereto, Giuliano Parodi, che è stato polemico anche sull’assenza delle istituzioni locali, non solo quelle della Val di Cornia, ma pure quelle dei paesi vicini che vivono dell’economia generata dalle acciaierie, e ha parlato senza mezzi termini «dell’inaffidabilità di Rebrab, perché se le banche non gli fanno credito vuol dire che non è in grado di dare garanzie». Il capogruppo di Rifondazione comunista, Fabrizio Callaioli, riferendosi alla scarsa partecipazione ha parlato di una «città narcotizzata dal Pd», e come Parodi ha giudicato indispensabile il ricorso alla mobilitazione.

Intanto il 20 si avvicina, termine entro il quale deve essere comunicata la data certa di convocazione al ministero dello Sviluppo economico con risposte concrete su piano industriale e risorse finanziarie. Senza una convocazione entro quella data la risposta annunciata dai sindacati è quella di uno sciopero con manifestazione. Tutto ciò avendo come faro la continuità produttiva, che garantisce i contratti di solidarietà, e che per i sindacati «il Governo deve assicurare a prescindere».(cloz)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web