Aferpi, si prepara la mobilitazione
Intanto oggi in piazza Cappelletti, punto di sensibilizzazione di alcune associazioni, in mancanza d’acciaio si colerà vin brulé
PIOMBINO. Quella che si apre, sarà una settimana piena per i sindacati. Il 20 resta il termine entro il quale Fim, Fiom, Uilm, Ugl e Rsu Aferpi e Piombino Logistics puntano ad ottenere la data della convocazione dell’incontro tra Issad Rebrab e il ministro Carlo Calenda. Dal governo i sindacati si aspettano - e lo hanno detto a chiare lettere - che garantisca la continuità produttiva «a prescindere». Indipendentemente dal ruolo che Issad Rebrab deciderà di giocare o no nel nostro territorio.
Lunedì verrà bissato il percorso della richiesta di incontro al prefetto e ai rappresentanti istituzionali a vari livelli. Al sindaco Massimo Giuliani verrà sollecitato un altro consiglio comunale aperto che includa la presenza dell’Autorità portuale. Perchè il problema delle concessioni demaniali rischia di far saltare per primi i 165 posti dei lavoratori della Piombino Logistics. Contemporaneamente si inizieranno ad imbastire la manifestazione e lo sciopero da contrapporre ad eventuali risposte insufficienti o slittamenti.
Per sensibilizzare sulla gravità della situazione, si mobilitano oggi dalle 17 in piazza Cappelletti, le associazioni Camping Cig, Lavoro, salute, dignità e Restiamo umani. Lo fanno con vivacità, abbinando alla miniatura di un forno elettrico da cui colerà vin brulè, la consegna di materiale informativo. Questi giorni, infatti, sarebbero stati quelli in cui, secondo le promesse del magnate algerino, si sarebbe ripreso a colare acciaio nella nostra città.
Sulla gravità della situazione in Aferpi e le recenti prese di distanza dal progetto Cevital, interviene anche il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero, per dire: «vi siete finalmente svegliati dal letargo in cui siete sprofondati a giugno 2015. Noi - afferma - lo diciamo da almeno un anno che quelle di Rebrab parevano tanto le sirene di Ulisse, ed è dal 2014 che diciamo che sarebbe stato necessario un forte intervento pubblico. Esattamente - ricorda Ferrero - come Renzi ha fatto a Taranto, per non parlare del salvataggio per Mps. Ma il pensiero unico fino ad ora è stato che Rebrab è un grande imprenditore ed aveva bisogno di tempo e bisognava lasciarlo lavorare. Ora, lo vogliamo pretendere un intervento pubblico oppure continuiamo a farci prendere in giro»?(v.p.)
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