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Meningite, anziano in prognosi riservata
Escluso il meningococco, si tratta di una forma che non comporta profilassi per chi è venuto in contatto col malato
PIOMBINO. E’ ricoverato in condizioni serie nel reparto Malattie infettive dell’ospedale di Livorno un anziano colpito da meningite. La prognosi è riservata.
A colpirlo, è stata una forma provocata da un batterio, l’haemophilus, per la quale non è prevista la profilassi e che a volte può essere riconducibile all’otite. Patologia di cui pare che l’uomo soffrisse in questo periodo.
Il paziente, circa 83 anni, vive a Venturina con la moglie. Da alcuni giorni non stava bene per problemi diversi e non usciva di casa. Nel pomeriggio di sabato le sue condizioni si sono aggravate.
Da qui la decisione del medico di predisporne il trasferimento al pronto soccorso di Villamarina dove i sanitari, valutando la sintomatologia, hanno deciso, in stretto contatto con i colleghi infettivologi di Livorno, per il prelievo del liquor attraverso una iniezione lombare.
Il materiale asportato si presentava torbido e ha fatto pensare subito ad un’infiammazione da batterio. Stamani le analisi hanno esluso che si tratti di una infiammazione provocata da meningococco, la più temuta. La ricerca ha condotto all’individuazione di una forma più rara, causata dall’haemophilus(emofilo, in italiano). Una forma per la quale i bambini - più sottoposti al contatto - vengono vaccinati e per la quale, lo ribadiamo, non è indicata la profilassi.In via precauzionale, e constatata l’assenza di codici di gravità elevata, è stato deciso di sospendere per una mezz’ora l’attività del pronto soccorso, concentrando tutte le risorse disponibili sul caso.
Nel primo pomeriggio di ieri l’Asl ha diramato una breve nota informativa in cui si conferma che la diagnosi è quella di meningite da emofilo del tipo B.
«Tale patologia - si aggiunge - non comporta profilassi per i soggetti venuti ultimamente in contatto con l'uomo. Le condizioni del paziente sono serie e la prognosi riservata».
Una situazione grave, dunque, per la quale non c’è, però, la necessità di costruire un rigido cordone sanitario intorno al malato. Il rischio di contagio è giudicato trascurabile.(v.p.)
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