Il presidio
I sindaci elbani vogliono voltare pagina
Pochi sono soddisfatti di quanto fatto nel 2016. A parte Simoni (Porto Azzurro) che ha centrato importanti obiettivi
PORTOFERRAIO. Più un’apertura al 2017 che uno sguardo nostalgico all’anno che si conclude. Più un desiderio di voltare presto pagina che soffermarsi a considerare il cammino fatto. Meglio guardare avanti che voltarsi indietro. Come se, in fondo, covasse in ognuno dei sindaci elbani un po’ di delusione fra quelle che erano le aspettative e ciò che invece sono riusciti a concretizzare. E’ il sentimento comune avvertito in loro, a poche ore dallo scoccare della mezzanotte, quando abbiamo chiesto loro cosa salverebbero del 2016 e l’obiettivo primario da raggiungere con l’anno nuovo». Con le dovute eccezioni. Come quella di Luca Simoni, sindaco di Porto Azzurro, il quale saluta con il calice alzato il 2016 in quanto è stato il primo anno della sua legislatura in cui è riuscito a centrare importanti obiettivi del programma con il quale si era presentato ai concittadini. Come l’avviare le pratiche per la realizzazione di una ventina di appartamenti Peep al Bocchetto. Colpa della paralisi amministrativa dei debiti regressi ricevuti in eredità dai precedenti amministratori. Ma per lui e per il suo Comune il 2017 rappresenta l’anno del rinnovo del consiglio comunale. Come lo sarà per Marciana Marina (le elezioni sono in programma per la prossima primavera) e per Campo nell’Elba, da mesi governato dal commissario prefettizio impegnato a gestire l’ente per gli atti di natura squisitamente amministrativa.
Per Mario Ferrari, sindaco di Portoferraio, il 2016 è stato un anno segnato da eventi molto importanti per quanto riguarda l’organizzazione della macchina amministrativa del municipio più grande dell’Elba. Se li scrollerà di dosso, come ha ammesso lui stesso, a mezzogiorno del primo gennaio, quando si presenterà (come l’anno precedente) sulla spiaggia della Ghiaie, con altri rappresentanti di giunta, per il più classico e coraggioso bagno in mare: «Restano sul tappeto molti altri problemi che cercheremo di risolvere nei prossimi mesi. Da parte nostra non fa difetto né la voglia né la volontà di affrontarli».
Un anno decisamente non positivo il 2016 per Anna Bulgaresi, nella duplice veste di sindaco di Marciana e presidente della Conferenza dei sindaci sulla sanità: «Ci ha regalato momenti brutti non solo per il mio comune ma anche per l’Elba, oltre al fatto che ha visto la morte di molti giovani. Voglio sperare che si vada incontro a una nuova primavera per l’Elba e speriamo di non replicare gli episodi spiacevoli. Cosa mi aspetto dal 2017? Risposte definitive della Corte dei conti per rimettere in moto gli investimenti e le opere previste sul territorio».
Andrea Ciumei, sindaco di Marciana Marina, posta sul suo profilo Fb: «Non possiamo permetterci di far vivere l’Elba per soli quattro mesi l’anno. E’ necessaria la sinergia fra tutti i comuni isolani. La battaglia sulla continuità territoriale è prioritaria. La riqualificazione del porto di Marciana Marina è stato il mio cavallo di battaglia. Mi auguro che debba diventare un progetto di tutti ed è mia intenzione creare le occasioni per incontri e dibattiti, perché l'opera si inserisca in un processo di democrazia partecipativa».
Per Ruggero Barbetti, sindaco di Capoliveri, il 2016 è stato un anno dai risultati buoni per la stagionalità con il 20% in più di presenze in settembre e ottobre: «Nel 2017 il mio Comune passerà il testimone della Gat a Rio Elba, non faremo venir meno i supporti logistici al collega riese».
Claudio De Santi, sindaco di Rio Elba, ha dalla sua i lavori ultimati al municipio, alle scuole, al cimitero e al locale dell’ex Conad: «Voglio sperare che l’Elba si unisca perché è con l’unità che si raggiungono obiettivi importanti».
Renzo Galli, sindaco di Rio Marina, si rammarica per non essere riuscito a fare nel 2016 ciò che voleva a causa delle beghe burocratiche: «Fra le priorità del 2017 metto le terme a Cavo, la valorizzazione dell’ex comparto demaniale, senza dimenticarmi della messa in sicurezza della valle di Riale».
Luigi Cignoni
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