Il Tirreno

Camping cig e ugl

«Piombino è un’emergenza, serve una mobilitazione»

«Piombino è un’emergenza, serve una mobilitazione»

PIOMBINO. «Se è stato salvato il Monte dei Paschi di Siena con un megaintervento da parte dello Stato con denaro pubblico, si intervenga in egual modo per Piombino e si passi dal modello Piombino al...

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PIOMBINO. «Se è stato salvato il Monte dei Paschi di Siena con un megaintervento da parte dello Stato con denaro pubblico, si intervenga in egual modo per Piombino e si passi dal modello Piombino al modello Monte dei Paschi».

Così si esprimono Coordinamento art. 1 Camping cig, sempre più preoccupati dal fatto che «mancano sei mesi al primo luglio 2017, data in cui scadranno gli obblighi di legge per il mantenimento delle attività imprenditoriali e dei livelli occupazionali».

Le due associazioni fanno poi riferimento «alla forte e preoccupante denuncia sul Tirreno lanciata da Graziano Martinelli, delegato Fiom Aferpi sulla situazione dello stabilimento attualmente in sostanza fermo e senza prospettive».

Per questo motivo Coordinamento art. 1 e Camping cig chiedono ai sindacati «di trarre le conclusioni e di attivarsi senza ulteriori temporeggiamenti, organizzando un’incisiva mobilitazione che obblighi il Governo a dichiarare Piombino un’emergenza nazionale e salvaguardare migliaia di posti di lavoro».

A questo scopo le due associazioni chiedono «la convocazione, quanto prima, di un’assemblea straordinaria di tutti i lavoratori, diretti e dell’indotto, per decidere insieme le iniziative eclatanti da assumere immediatamente».

Anche per Sabrina Nigro, della segreteria Ugl, «occorre un tavolo unico dove riunire tutti gli attori di questa vertenza. Basta con continue passerelle e incontri locali, poi regionali, poi nazionali, poi di nuovo locali. Che sia Piombino artefice del proprio destino. Occorre riaccendere i riflettori su questo territorio chiamando le istituzioni e i sindacati nazionali. Devono venire sul posto a rendersi conto, con i loro occhi, di come questo territorio si è ridotto. Che si proceda a sbloccare il lungo iter delle bonifiche, che si discuta di ammortizzatori, della stessa durata, per tutti i lavoratori, diretti e dell’indotto».

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