Il Tirreno

Parco: obiettivo le aree marine protette

di Luigi Cignoni
Parco: obiettivo le aree marine protette

Tra le ipotesi quella di una zona da vietare a pesca e imbarcazioni per ogni comune sulla bozza del 2006

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PORTOFERRAIO. L’obiettivo è definire una zonizzazione gestibile anche per l’Elba e per le restanti isole dell’arcipelago con una protezione a mare. Legambiente lancia l’idea che potrebbe concretizzarsi nel 2017. Istituire, cioè, aree marine protette in tutto l’arcipelago toscano (una per ogni isola che lo compone), in modo tale da tutelare flora, fauna marina dal traffico di imbarcazioni e impedire allo stesso tempo anche nuove cementificazioni a terra.

Non solo. Creare aree protette attorno alle coste significherebbe modificare (e non di poco) il turismo, soprattutto quello da diporto. Infatti, alcune zone finora transitabili dalle imbarcazioni diventerebbero off limits, mentre in altre sarebbe vietata qualsiasi attività come la pesca o le immersioni sub, oggi consentite.

La zonizzazione così come la elabora Legambiente deve essere intesa come delimitazione di alcuni tratti da vietare alla navigazione, lasciando altri liberi al transito e alla pesca. Capraia ha fornito l’esempio. «La salvaguardia marina - dice il sindaco Gaetano Guarente - è fondamentale. La zonizzazione che abbiamo applicato rimedia i vincoli imposti nel 1989 per la creazione del Parco dell’arcipelago, fatti in fretta e furia. Era chiaro che una revisione doveva essere fatta anche per permettere ai turisti di godere delle possibilità che offre la nostra isola».

E incalza Giampiero Sammuri, presidente del Parco. «In passato - afferma - non c’è stata la volontà di procedere in questa direzione. Ora abbiamo riaperto il discorso».

La discussione si basa su una vecchia bozza approvata tra il 2002 e il 2006, quando il commissario del parco era Ruggero Barbetti, oggi sindaco di Capoliveri: «Ho sempre ribadito - afferma - che lo sviluppo del parco passa da qui. Dalle amministrazioni non ci sono preclusioni, ma questo è un percorso particolare su cui non possiamo procedere spediti».

C’è insomma l’urgenza di confrontarsi con le rispettive comunità, specialmente quelle che vivono di turismo e traggono da questo la loro principale fonte di reddito. Ma la discussione non parte da zero. C’è intanto una bozza su dove potrebbero essere istituite le aree protette all’Elba. L’idea del 2006 era di prevederne una per comune. A Portoferraio, per esempio, lo Scoglietto, a Marciana Marina nella parte nord occidentale, a Campo nella zona di Fetovaia, a Rio nell’Elba a nord di Bagnaia, a Porto Azzurro a Barbarossa e in altrettanti tratti compresi nei comuni di Capoliveri e Rio Marina. «Sono questi - conclude infine Ruggero Barbetti - i punti di maggior balneazione. Vietare qui il transito alle barche significa offrire ai turisti uno spettacolo unico quando fanno il bagno».

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