Il Tirreno

«La vita in carcere sta migliorando»

«La vita in carcere sta migliorando»

Il garante dei detenuti, Nunzio Marotti: il 2016 è stato positivo, ma ci sono ancora delle criticità

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La continuità e la stabilità di gestione del carcere è l'aspetto più positivo, la scarsità di lavoro e la capacità di relazione tra carcere e territorio le criticità ancora da risolvere. È questo, in estrema sintesi, il bilancio che Nunzio Marotti, garante dei detenuti del carcere di Porto Azzurro, delinea dopo un anno e mezzo circa dalla sua nomina da parte del Comune di Porto Azzurro.

Marotti è stato nominato il 5 agosto del 2015 e da allora è divenuto un punto di riferimento per i 236 detenuti in carico attualmente nella casa di reclusione di Porto Azzurro, di cui 11 sono stranieri. Il garante ha visitato il carcere 56 volte per un totale di circa 200 ore di permanenza e quattro volte è stato a Pianosa. 311 sono i colloqui individuali che ha tenuto con i detenuti del carcere, facendo da ricettore e da filtro per le varie problematiche patite dalla popolazione carceraria. Tra le novità introdotte su richiesta del garante dei detenuti figura la sperimentazione del "circolo dei detenuti", una sorta di tavolo aperto a cui partecipano gli ospiti del carcere e tutti coloro che, a vario titolo, incidono sulla qualità della vita all'interno della struttura.

"Il primo dato da rilevare - ha fatto presente Marotti - è che finalmente, dopo anni difficili, nel carcere si è tornati a lavorare per un obiettivo comune, da quando è arrivato il direttore Francesco D'Anselmo e il nuovo comandante Giuliana Perini . Si è registrato un vero cambio di passo".

Sul fronte infrastrutturale negli ultimi dodici mesi è andata in porto la riqualificazione della sala colloqui, la creazione di un'area a verde per l'estate e altri interventi. Dato ancora più importante è la riduzione del problema del sovraffollamento, nota dolente di alcuni anni fa. "La situazione è tornata sotto il livello di guardia - ha spiegato il garante dei detenuti - ma il rischio è ancora ben presente, viste le dinamiche a livello nazionale. Inoltre l'amminisrtrazione penitenziaria dovrebbe tenere conto ancora più attentamente dell'identità della nostra popolazione carceraria. Porto azzurro è una casa di reclusione, adatta a detenuti con pene lunghe. Mischiare tipologie di detenuti può creare tensioni".

Tra le note negative l'assenza, ad oggi, di un mediatore linguistico, nonostante la popolazione carceraria sia composta per il 48% da stranieri.

Sul fronte del lavoro c'è ancora molto da fare per riportare Porto Azzurro a quando era un istituto modello per la rieducazione. Ma i numeri snocciolati da Marotti sono comunque positivi: "Gli articoli 21 (ammissione al lavoro esterno - sono passati da 30 a 80 unità, di cui 13 compiono lavori socialmente utili per i Comuni di Rio Elba e Porto azzurro. Pianosa è una grande occasione, si deve insistere".

Il garante ha approfitta della conferenza stampa per augurare buone feste natalizie a tutti quelli che vivono e operano all'interno del carcere"

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