Il presidio
«Il piano B è diversificare e sfruttare il territorio»
PIOMBINO. Riccardo Gelichi, consigliere della lista civica Ascolta Piombino interviene sul... piano B. «Ascolta Piombino apprezza che il consigliere regionale Gianni Anselmi senta la necessità di un...
PIOMBINO. Riccardo Gelichi, consigliere della lista civica Ascolta Piombino interviene sul... piano B.
«Ascolta Piombino apprezza che il consigliere regionale Gianni Anselmi senta la necessità di un cambio di passo per il rilancio di questo territorio, auspicando che la sua autorevole influenza pervada il PD locale. Per la siderurgia servirebbe un soggetto che produce semiprodotti, magari con un treno rotaie nuovo; un’illusione chiedere soldi governativi per sostenere l’industria. Al Governo invece possiamo chiedere con forza due cose: le infrastrutture per il porto (viarie e ferroviarie) e le bonifiche, improntando un piano di occupazione che ci traghetti in questa lunga fase, verso un vero progetto di riuso dell’enorme territorio occupato dalla fabbrica. Nel frattempo, in copianificazione con la Regione, e qui la volontà politica diventa indispensabile, dentro le possibilità concesse per le aree di crisi complessa, si può avviare una vera fase di diversificazione; partendo dagli usi della costa est, nella fattispecie le aree della Sterpaia, pensando una concreta destinazione di uso delle aree oggi dell’Enel. Urbanizzare l’area delle Fabbricciane significherebbe dieci anni di lavori per carpentieri, idraulici e muratori, sanando una bomba ecologica. Ripensare il promontorio con la presenza della Parchi come motore e gestore per conto del Comune, di un’area delicata ma di estrema redditività economica, funzionale sia nel comparto nautico che in quello turistico ricettivo. Si dovrebbe riesaminare la costa urbana, il nuovo canile, utilizzare le potenzialità di Calamoresca, spiaggia lunga e il Falcone, il potenziamento del promontorio, insomma aprire il territorio agli investimenti. Infine è indispensabile sviluppare il comparto della nautica, della cantieristica e la filiera del pescato, la dove è più naturale e cioè l’ex centrale Enel. Non esistono mirabolanti piani B, esiste però la verità e le potenzialità inespresse di un territorio, ma servirebbe la politica, oggi ancora assente».
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