Il presidio
«La centrale può ancora vivere»
Gli ex dipendenti Elettra non mollano: una riconversione è possibile
PIOMBINO. Non si fermano mai gli ex dipendenti Elettra, da pochi giorni in mobilità ma impegnati a cercare soluzioni insieme a sindacati e istituzioni. Ieri mattina c’è stato un incontro nel piazzale di Aferpi con le rsu dello stabilimento e il consigliere regionale del Pd, Gianni Anselmi, mentre i lavoratori hanno scritto una sorta di lettera-appello: per loro, convinti che «per la taglia piccola la centrale (58 MW) si prestava a conversioni dell’impianto a centrale a biomassa», avrebbe ancora una logica«il passaggio ad Aferpi dell'impianto, in vista di future necessità di produzione di energia destinata all’autoconsumo dell’acciaieria. La centrale potrebbe fornire non solo energia ma anche vapore, un bene prezioso ed indispensabile per molti stabilimenti produttivi; non dimentichiamo inoltre che il vapore è utilizzabile per il teleriscaldamento, una realtà sviluppata ed operante già in molti centri urbani. Nello sviluppo dei nuovi progetti industriali piombinesi – proseguono – potrebbero esserci anche delle possibilità di inserimento nelle aziende interessate ad impiantarsi sul territorio».
« In attesa di ciò – dicono i 22 lavoratori Elettra – potremmo essere inseriti negli ammortizzatori sociali previsti per i dipendenti Aferpi. Una proposta tra le altre potrebbe avere possibilità di riuscita: sarebbe fattibile per un imprenditore subentrare alla vecchia proprietà al fine di ricominciare l’attività produttiva? Sarebbe disposto un nuovo proprietario ad assorbire 22 lavoratori motivatissimi e pronti a riprendere servizio con rinnovato slancio? Naturalmente sarebbero necessarie modifiche e adeguamenti, come conversioni ad altre tipologie di combustibili. Nuovi impianti alimentati a biomasse sorgono ormai in tutta Italia, e si ha notizia di nuovi cantieri e nuove costruzioni. Tutto ciò richiederebbe investimenti, lo sappiamo bene, ma una società seriamente interessata potrebbe valutare positivamente la cosa dopo approfonditi studi e valutazioni. Esiste la possibilità di costituire Associazioni temporanee di imprese, chiedere finanziamenti pubblici o privati».
«Tutto ciò esula dalle nostre capacità di decisione, ne siamo perfettamente consapevoli – è la conclusione – tuttavia noi crediamo che l'ultima parola non sia stata ancora detta e vogliamo impegnarci affinché l’Elettra non subisca questo destino, e i lavoratori non si trovino a percorrere una strada oscura della quale nessuno al momento riesce a intravedere la fine».
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