Italia
«Il presidente Trotta non è super partes»
Per Cinque stelle, Rifondazione, Ascolta Piombino e Un’altra Piombino gestisce le sedute del consiglio in funzione delle esigenze della maggioranza
PIOMBINO. «Super partes? Neanche per sogno». Le opposizioni hanno inviato una lettera al presidente del consiglio, Angelo Trotta, accusato di tenere un comportamento funzionale alle esigenze della coalizione di maggioranza. In particolare del Pd.
La lettera è firmata da Riccardo Gelichi (Ascolta Piombino), Carla Bezzini (Un’altra Piombino), Fabrizio Callaioli (Rifondazione )e Daniele Pasquinelli (Movimento 5 stelle). Che nella lettera hanno motivato la loro assenza per protesta alla riunione preconsiliare prevista per ieri mattina, in preparazione dell’ultima seduta dell’anno, fissata per venerdì prossimo.
«Oggi - affermano i firmatari - troppo spesso la democrazia è un punto di vista. Ecco un breve riassunto sulle modalità di svolgimento dei lavori dei due consigli comunali inerenti la delibera su Poggio all'Agnello».
La cronistoria: «Nel primo consiglio - dicono - è venuto meno il numero legale, lo stesso è stato riconvocato solo tre giorni dopo, senza che si motivassero le opportunità di urgenza, ma soprattutto senza convocare la conferenza dei presidenti, visto che era un nuovo consiglio. Nel dibattimento del secondo consiglio invece, dopo la delibera di Poggio all'Agnello, alle 13,20 si dovevano discutere altri tre punti per l'amministrazione e tutti gli ordini del giorno e interrogazioni dei gruppi consiliari. Sarebbe stato normale, come sempre, fare la pausa pranzo».
Prima bordata a Trotta che, dopo aver convocato i presidenti dei gruppi e in prima istanza accolto l'ovvio consenso alla pausa, ci ha ripensato. «Ma trenta secondi dopo - sottolineano le opposizioni - il Pd Rinaldo Barsotti ci ripensa e decide di andare avanti. A quel punto Trotta, visto il nuovo parere del Pd, brandendo la necessità di una presunta unanimità che non c'era (di quale regolamento?), ha ritenuto consultare il consiglio stabilendo il principio che l'agenda possa essere decisa a colpi di maggioranza, che chiaramente ha optato per il proseguimento come da indicazioni del segretario Ettore Rosalba».
Per le 4 forze di opposizione, il punto vero è che nel pomeriggio il Pd non avrebbe avuto i numeri. «Infatti, non si è presentato nessuno della maggioranza. Le minoranze, invece, per ben due volte hanno accolto le istanze di Trotta di sospendere la seduta per attendere il sindaco impegnato con l'imprenditore Rebrab, anche in questo caso la maggioranza non avrebbe avuto il numero legale. Quindi, appurato che i lavori, in qualsiasi momento, possono essere decisi e modificati a colpi di maggioranza, le opposizioni non capiscono perché si debba fare una conferenza dei presidenti per stabilire un ordine». Le minoranze si riservano di approfondire la legittimità degli atti citati.
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