Il presidio
Cuoco fermato con un etto di coca
Il 45enne lavora all’Elba, è stato arrestato dalla Finanza alla stazione di Livorno
LIVORNO. Quell’etto di cocaina l’avrebbe acquistato per consumarlo sotto le feste con gli amici: una sorta di regalo di Natale. Così Gianmario Di Giacomo, 45enne milanese trapiantato all’Elba, professione cuoco, ha provato a giustificarsi davanti al giudice del tribunale di Livorno, nel corso del processo per direttissima che si tenuto ieri mattina.
Le festività le trascorrerà, invece, alla casa circondariale delle Sughere, dove è stato portato dai militari cinofili della Guardia di Finanza di Livorno, che lo hanno arrestato alla stazione, dopo aver scovato la cocaina. Le fiamme gialle hanno eseguito la misura della custodia cautelare in carcere disposta dall’autorità giudiziaria. Lo stupefacente, sequestrato dai militari, una volta piazzato sul mercato avrebbe fruttato oltre 10.000 euro. Di Giacomo è stato pizzicato mercoledì dagli uomini del Gruppo Livorno, coordinati dai comandanti Carlo Bastone e Claudio Scarselletta. I militari della squadra dei cinofili hanno individuato il 45enne, mentre si trovava nel sottopasso, tra i passeggeri diretti a Piombino. Questi, alla vista delle divise, ha cambiato improvvisamente direzione e ha tentato di allontanarsi. La manovra, però, non è sfuggita ai finanzieri, che lo hanno seguito e raggiunto.
Il 45enne, a quel punto, è stato sottoposto al controllo dei cani antidroga che hanno fiutato e segnalato immediatamente. Il cuoco non si è comunque arreso, e ha detto ai militari di non avere con sé della droga, ma di averne consumato la sera precedente. Ma non è riuscito a convincere le fiamme gialle, che l’hanno comunque sottoposto a un accurato “esame”. Nel corso del controllo, i finanzieri livornesi hanno trovato un involucro pieno di cocaina, oltre a 250 euro in contanti. Il 45enne ha poi provato a giustificarsi dicendo che quello per lui era un acquisto “natalizio” in quanto la droga sarebbe servita per un uso privato, per sé e per gli amici. In realtà secondo la Finanza, il cuoco era venuto a Livorno apposta per comprarla e poi l’avrebbe rivenduta. I militari, coordinati dalla pm Fiorenza Marrara, hanno fatto delle perquisizioni anche nelle case del 45enne, sull’sola d’Elba, in particolare a Portoferraio, dove lui risiede e lavora coma cuoco, in un ristorante del centro, e in un ’altra abitazione a Campo nell’Elba. Le attività sono state eseguite con la collaborazione degli uomini della Compagnia di Portoferraio: alla fine sono stati sequestrati un bilancino di precisione e altri 7,8 grammi di sostanza da taglio, forse mannitolo. Sono quindi scattate le manette per Di Giacomo. Vista la notevole quantità di droga trovata e le difficoltà economiche che secondo la Finanza il 45enne avrebbe incontrato nell’acquisto per uso personale, l’elbano è stato processato con giudizio direttissimo. Nel corso dell’udienza, il giudice ha accolto la richiesta della pm e disposto il trasporto in carcere, fino alla nuova udienza, prevista per il 16 gennaio 2017.
Lara Loreti
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