Il presidio
Aferpi, è stato d’agitazione «Il Governo ci convochi»
Il sindacato di fabbrica pronto alla mobilitazione se non arriveranno risposte sulla continuità produttiva e sulla copertura finanziaria del piano industriale
PIOMBINO. Il silenzio seguito all’incontro tra il ministro Carlo Calenda e il presidente di Cevital, Issad Rebrab, non è piaciuto ai sindacati, che ieri hanno riunito il consiglio di fabbrica alla presenza delle segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm e Ugl. C’è forte preoccupazione, il silenzio post vertice al Mise segue infatti i deludenti incontri di Rebrab col sindaco Massimo Giuliani e dello stesso patron con i sindacati. Deludenti perché al di là della riconferma del progetto ancora non si parla di come sostenerlo dal punto di vista finanziario e nemmeno di come garantire la continuità produttiva. Inoltre la volontà di Rebrab di affittare l’acciaieria Leali mette a rischio il tmp piombinese, un fatto inaccettabile per le rsu.
Da qui il «forte disagio in merito alle mancate informazioni sull’esito dell’incontro Calenda-Rebrab. Avevamo e continuiamo ad aver bisogno di risposte concrete – dicono le rsu di Aferpi e di Piombino Logistics – riguardo alla continuità produttiva e alla copertura finanziaria del piano industriale. Pertanto chiediamo con forza che il ministero convochi il sindacato in tempi strettissimi poiché il Governo è stato fin qui garante del progetto, giudicandolo solido e credibile».
Il consiglio di fabbrica ieri dunque ha proclamato «da subito lo stato di agitazione», annunciando che «metterà in campo tutte le eventuali iniziative che si renderanno necessarie nella consapevolezza che alcune scadenze come quella del 15 febbraio 2017 sulle concessioni portuali, impongono certezze e risposte in tempi brevi perché il tempo non è una variabile indipendente per i lavoratori».
Nell’immediato dunque il sindacato di fabbrica chiede «un incontro al presidente della Regione, Enrico Rossi, per confrontarci anche con lui sugli esiti degli ultimi confronti con Rebrab».
Il sindacato rivendica il percorso che ha portato all’assunzione di 1929 lavoratori in Aferpi e di 165 in Piombino Logistics «con un unico ammortizzatore sociale, cioè il contratto di solidarietà. Nessuno può svincolarsi. Il Governo in primis deve impegnarsi ad ogni costo affinché si completi nella sua interezza il progetto dentro al quale anche le maestranze delle imprese d’appalto – concludono le rsu – potranno trovare le loro opportunità di riqualificazione e ricollocazione».
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