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Innovazione urbana, niente fondi
Dalla Regione non arriveranno i 6 milioni per “ La fabbrica dei saperi”, la giunta cerca alternative
PIOMBINO. Ad un anno, giorno più, giorno meno, dalla presentazione in grande stile in sala consiliare, niente resta della possibilità di accedere ai 6 milioni e passa di fondi europei, gestiti dalla Regione, legati al Piano di innovazione urbana. Investimenti che da Firenze hanno preso direzioni diverse.
C’è da ricordare che la città era candidata insieme ad altri 41 Comuni toscani e che una selezione ci sarebbe stata lo si sapeva.
In giro, però, si respirava un certo ottimismo. Anche nei commenti degli amministratori. Che adesso sono alla ricerca di altri canali e altre modalità per procedere.
Perché i cinque progetti mantengono intatta la validità, racchiusa a suo tempo nello slogan «Le piazze, fabbrica dei saperi». Un progetto di innovazione urbana, appunto, centrato sulla cultura come strumento inclusivo. Di coesione sociale basata sulla conoscenza.
Ecco dove si dirigerebbero i finanziamenti alternativi che la giunta sta cercando. Intanto, nel secondo lotto del polo culturale con il rifacimento delle ex officine Ipsia che dovrebbero diventare centro di documentazione sulla storia della siderurgia. E su questo l’assessore Paola Pellegrini si sta muovendo nei confronti della Regione.
Nel Piu era inserito anche il cosiddetto efficientamento energetico. Se ne sta occupando l’assessore Claudio Capuano. L’obiettivo resta quello di rinnovare completamente il settore dell’illuminazione, il parco macchine e probabilmente anche i sistemi di riscaldamento degli edifici pubblici. Incluse le scuole.
L’assessore sta valutando con i suoi tecnici come poter procedere. In ballo ci sono tre possibilità. Una, vede la realizzazione a carico del Comune, con l'acquisizione di un prestito. Il risparmio sulle bollette che ne deriverebbe potrebbe essere reinvestito in telecamere e wifi nelle piazze. La seconda opzione potrebbe essere invece, quella del project financing affidando a un privato la realizzazione delle opere e relativa gestione. Terza opzione, affidarsi a Consip. E cioè alla spa del Ministero dell'Economia, che ne è l'azionista unico, e svolge attività di consulenza, assistenza e supporto negli acquisti di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche. I soggetti sarebbero già stati individuati.
Entro l’anno prossimo Capuano conta di scegliere tra queste possibilità e iniziare gli interventi.
Terzo elemento, piazza Dante. In Comune affermano che c’è la volontà di procedere anche con la riqualificazione dell’area, inserendo l'intervento all'interno del piano delle opere pubbliche.
Quindi, il piazzale d’alaggio di Marina. L’idea è quella di di dare il via a un concorso di idee per valorizzarne la fruibilità. E infine, il rifacimento di piazza dei Grani, collegato alla vendita degli ex licei il cui ricavato avrebbe dovuto rappresentare,come da regolamento Piu, la quota attivata dal Comune.
Resta il fatto che l’esclusione dai fondi europei rende tutto più faticoso.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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