Il Tirreno

Rebrab va da Calenda e insiste per Leali

di Cristiano Lozito
Rebrab va da Calenda e insiste per Leali

In Trentino danno ormai per imminente la chiusura dell’accordo per l’affitto di acciaieria e laminatoio di Klesch

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PIOMBINO. Il blitz di Issad Rebrab non ha confortato le aspettative di chi immaginava nuove strategie o comunque passi avanti da parte dell’imprenditore algerino sull’attuazione del progetto Aferpi. Anzi, in qualche modo l’assenza di novità (se si esclude l’annuncio di un piano, a gennaio, per lo smantellamento e la demolizione dell’area a caldo) ha alimentato le preoccupazioni.

Rebrab inoltre ha ribadito nell’incontro con i sindacati la sua intenzione di affittare la Leali Steel, cioè l’acciaieria elettrica e il laminatoio Klesch in Trentino e Lombardia, affare congelato il mese scorso per esplicita richiesta del ministro Carlo Calenda, ma che Rebrab continua a seguire. Secondo quanto ha riportato nei giorni scorsi il quotidiano “L’Adige”, «alle maestranze Leali è stata consegnata una lettera firmata dall’amministratore delegato Karsten Prock, nella quale si sostiene che la trattativa con il gruppo algerino prosegue e andrà in porto entro la fine del mese».

Ai sindacati di Aferpi, Rebrab ha confermato la sua opinione, cioè che quello della Leali sarebbe un affare per le sinergie con Piombino per le billette destinate al tve. Ma si sa che il materiale utilizzabile, per le sue caratteristiche, sarebbe in quantità limitata. Ovvio inoltre che l’affitto metterebbe a rischio, per usare un eufemismo, il tmp piombinese, visto che a Odolo esiste un impianto analogo e più moderno.

Intanto Rebrab martedì prossimo è atteso dal ministro Calenda, e lì si capirà se l’imprenditore algerino ha qualche carta in serbo, visto che il capo del Mise un mese fa gli aveva chiesto piano industriale e finanziario in tempi brevi. C’è chi ipotizza l’intervento di Enrico Rossi, che ha scelto di non parlare dopo l’incontro di giovedì con Rebrab, visto che proprio il presidente ha favorito l’intervento del banchiere Alessandro Profumo, il cui lavoro peraltro al momento non ha portato novità sul piano dei finanziamenti al progetto Aferpi.

Sulla vicenda, in aperta polemica con Rossi, si registra un nuovo intervento del consigliere regionale Gianni Anselmi, che su fb spiega di aver «salutato con soddisfazione e speranza l’arrivo di Cevital, e sostenuto come si doveva il progetto di riconversione. Tuttavia vorrei fosse chiaro che non essendomi stato assegnato alcun ruolo diretto in questa vicenda nemmeno dopo la mia elezione in Regione (ho comunque continuamente seguito la cosa e proposto atti di indirizzo approvati in Consiglio) non intendo assumermi la benché minima responsabilità circa il suo esito, che ovviamente continuo ad augurarmi sia positivo per tutti, e resto pronto a dare una mano». Sul futuro Anselmi non ricorre a giri di parole: «Il tempo è una variabile importante per il territorio e l’indeterminatezza non può durare ancora a lungo. Si fissi un termine e si cominci a meditare su una soluzione alternativa».

Polemiche anche in campo sindacale da parte dell’Ugl, firmataria dell’accordo per il passaggio della Lucchini ad Aferpi, oggi in fabbrica con un rsu eletto per la prima volta nei giorni scorsi, «che non è stata chiamata a partecipare all’incontro con Rebrab. Nella fase più drammatica – dicono Sabrina Nigro, della segreteria, e Vincenzo Nocera, rsu – questo modus operandi è veramente assurdo. Sullo stato della vicenda Aferpi confermiamo quanto deciso ed emerso dal comunicato congiunto delle rsu al termine del consiglio di fabbrica di giovedì 14 alla presenza di tutte e quattro le segreterie sindacali: la situazione è preoccupante – concludono Nigro e Nocera – ed occorrono risposte immediate e concrete».

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