Il Tirreno

Rebrab da Rossi, in gioco il futuro di Aferpi

Rebrab da Rossi, in gioco il futuro di Aferpi

Ieri colloquio riservato col Governatore, oggi possibile incontro con Giuliani. Allarme delle rsu: ora si rischia la chiusura

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PIOMBINO. C’è attesa per l’incontro con Issad Rebrab che il sindaco Massimo Giuliani ha chiesto da tempo, così come i sindacati che recentemente hanno inviato una lettera al presidente di Cevital incentrata proprio sulla necessità di un confronto. Incontri che potrebbero svolgersi oggi in Aferpi, dopo che ieri sera fonti qualificate hanno riferito dell’arrivo a Firenze di Rebrab, per un colloquio col presidente della Regione, Enrico Rossi, sul cui contenuto non sono state diffuse notizie.

Del resto questi erano i giorni già indicati per il ritorno in Ialia di Rebrab, atteso in azienda per capire le sue strategie per proseguire nel progetto Piombino, e in particolare per la realizzazione dell’acciaieria elettrica e del nuovo treno rotaie. Risposte che del resto sono quelle chieste il mese scorso dal ministro Carlo Calenda, e che possono trovare spazio solo in un piano industriale corredato da quello che dimostri la sua solidità finanziaria.

Intanto ieri si è riunito il consiglio di fabbrica appena rinnovato con l’elezione delle rsu.

E nella discussione l’elemento centrale è risultato quello della continuità produttiva, cioè della capacità dell’azienda di rifornire i treni di laminazione in modo da garantire il mercato di Aferpi e i contratti di solidarietà che riguardano oltre duemila lavoratori. Toni preoccupati, quelli del consiglio di fabbrica, che parla apertamente di «rischio chiusura» dello stabilimento, per la difficoltà ad acquistare i semiprodotti necessari a far funzionare i laminatoi.

«A oggi conosciamo la data di fermata dei vari treni di laminazione – dice una nota delle rus di Aferpi di Piombino Logistics – ma non è stata ancora definita la data delle varie ripartenze. Le lotte del sindacato hanno portato alla conquista della solidarietà per tutti e sappiamo che l’unico modo per garantire tale ammortizzatore è la continuità produttiva».

Il sindacato quindi ribadisce come «indispensabile che il Governo verifichi che Rebrab rispetti gli impegni presi con il territorio e con tutte le massime istituzioni ottemperando agli accordi firmati a Palazzo Chigi affinché venga realizzato il progetto nella sua interezza».

E su questo punto il consiglio di fabbrica ritiene che proprio le istituzioni a tutti i livelli «devono essere garanti degli accordi sottoscritti perché non possiamo accettare che il primo polo siderurgico italiano dei prodotti lunghi possa rischiare di chiudere nell’indifferenza generale».

Le rsu denunciano anche «i ritardi relativi alle bonifiche di Invitalia che potrebbero dare una risposta concreta all'occupazione per il territorio. Contemporaneamente chiediamo che tutte le strutture sindacali, sia territoriali che nazionali, si attivino immediatamente per ottenere un incontro urgente col ministero dello Sviluppo economico e col Governo per denunciare la drammaticità della situazione che potrebbe portare uno stop dello stabilimento».

Il consiglio di fabbrica annuncia infine «che se non ci saranno da parte del Governo risposte in tempi brevi, saranno messe in campo tutte le iniziative che riterremo necessarie per ottenere l’incontro al Ministero per salvaguardare i lavoratori e garantire che a Piombino si torni a produrre acciaio prima possibile». (cloz)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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