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Elettra, presidio sindacale «Da qui non ce ne andiamo»
PIOMBINO. Sono state firmate ieri le conciliazioni per i 22 lavoratori dell’Elettra, che dal primo gennaio saranno in mobilità dopo la decisione di chiudere la centrale nel perimetro ex Lucchini....
PIOMBINO. Sono state firmate ieri le conciliazioni per i 22 lavoratori dell’Elettra, che dal primo gennaio saranno in mobilità dopo la decisione di chiudere la centrale nel perimetro ex Lucchini.
Procedure che sono avvenute in un clima molto teso, con la proprietà che ha fatto entrare i lavoratori pochi alla volta, presi a bordo dei pullmini e poi riportati fuori dallo stabilimento, temendo evidentemente azioni eclatanti. Elettra ha rifiutato la richiesta dei sindacati, che volevano dar vita a un’assemblea permanente, ma tre rappresentanti dei lavoratori non hanno accettato di lasciare la zona dando vita a un presidio: «Non ci muoviamo di qui – ha spiegato a tarda sera Stefano Santini segretario Filctem Cgil, sul posto col segretario generale della stessa organizzazione, Fabrizio Musto, e con quello della Uiltec, Massimo Martini – Tutti si devono rendere conto del dramma di questi lavoratori, lasciati senza lavoro e senza un’alternativa».
Solidarietà ai lavoratori Elettra è arrivata dal sindaco Massimo Giuliani: «La situazione è difficile per tutto il mondo dell’indotto ma ce ne facciamo carico. Stiamo cercando soluzioni anche per i lavoratori Elettra e faremo di tutto per trovarle».
La centrale Elettra, costruita per la Lucchini, produceva energia in regime di Cip6, una tariffa agevolata prevista per impianti funzionanti con combustibili rinnovabili. Nel 2004 fu venduta dalla Lucchini a una società britannica, e col ricavato della cessione la stessa Lucchini riuscì a far fronte temporaneamente alla crisi.
L’attività di produzione di energia è continuata fino al 2013, quando la società ha deciso di chiedere l’uscita anticipata dal regime di Cip6. Da allora l’impianto è rimasto spento, controllato dai lavoratori con un presidio quotidiano.
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