Il Tirreno

Un blitz notturno per spostare l'albero di Natale

di Luigi Cignoni
La "bambolata" notturna a San Piero, ora l'albero è tornato al suo posto
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La "bambolata" notturna a San Piero, ora l'albero è tornato al suo posto

San Piero: i paesani si sono ripresi l’abete natalizio e lo hanno riportato in piazza della Chiesa

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SAN PIERO. Qualcuno avrà pensato a un miracolo. Una sorta di teletrasporto dell’albero di Natale da un luogo a un altro di San Piero, con l’abete materializzato in piazza della Chiesa. E invece non si è trattato di alcun miracolo natalizio, ma di un blitz notturno in grande stile. O, più precisamente, di una “bambolata” a notte inoltrata.

Un’azione notturna portata a termine da un gruppo di sanpieresi per riprendersi l’albero di Natale e per addobbare, come si conviene, la piazza principale della città.

Lo avevano annunciato che non avrebbero rinunciato all'albero di Natale sulla piazza di fronte all'ingresso della chiesa parrocchiale. Il Comune commissariato di Campo aveva invece deciso di destinare alla frazione collinare un solo abete contro i due che precedentemente venivano assegnati, per motivi di risparmio. Di più. Anziché piantarlo in piazza della Chiesa, è stato sistemato in un angolo, un po’ defilato, in piazza della Fonte. Uno sgarbo, secondo alcuni paesani di San Piero. O, un po’ per tutti’, una location sbagliata. E così quegli stessi abitanti hanno fatto scattare così le contromisure. Detto fatto.

Un gruppo di sanpieresi si è recato in piazza della Fonte. Ha liberato l’albero e in processione, con canti adeguati alle circostanze, è giunto in piazza della Chiesa dove lì, in attesa, c’era un secondo gruppo di cittadini che avevano preparato la dimora dell’abete. Fissato come si deve e assicurato con le zeppe, l’albero di Natale ha ripreso a svettare nel luogo in cui per più di trent’anni è sempre stato e dove gli abitanti sono soliti ammirarlo in questo periodo.

«Senza albero - ci racconta un residente di San Piero - non mi sembrava neppure di essere a Natale». Che qualcosa stesse covando sotto la cenere lo si era avvertito ieri, leggendo alcune frasi e commenti che sono stati postati su Facebook. Nell'aria si respirava una specie di cospirazione popolare, condivisa largamente da molti soggetti. E lunedì notte è scattata l'ora dell’azione.

La sistemazione “sbagliata” dell’albero di Natale sembrava aver innescato, come un tempo, la rivalità tra sanpieresi e campesi, come del resto succede un po’ in tutti i paesi elbani: tra quelli del colle e quelli invece della piana non corre da secoli buon sangue. Ne sono una prova, per esempio, i capoliveresi con i longonesi, i riesi del coccolo in su con quelli del coccolo in giù, considerato che era proprio questa pianta a segnare il confine tra Rio Elba e Rio Marina. Ma più di tutto è prevalso all'unanimità negli animi della gente il desiderio di tornare a vedere un abete addobbato in piazza della Chiesa. E allora, cosa fare? Andarlo a prendere dove c'era e portarlo nella sede che gli spetta. Così è stato.

Lunedì  notte, per l’appunto, fra coloro che portavano in braccio l'albero c’era anche chi, 35 anni fa, partecipò al blitz, questa volta a Marina di Campo, con l’obiettivo di prendersi l’abete di piazza Dante (davanti alla sede del municipio di Campo nell’Elba) per sostituirlo allo striminzito pino che l'allora amministrazione aveva destinato a San Piero. A ognuno il suo albero, commentarono gli autori del gesto. Così è e così è stato.
 

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