Italia
Giuliani incontrerà Rebrab a breve: "Ora ci chiarisca cosa vuole fare"
Il sindaco mette paletti chiari all'algerino: "Noi abbiamo fatto la nostra parte, adesso tocca a lui"
PIOMBINO. Se Gianni Anselmi e Luciano Guerrieri, consigliere regionale e commissario straordinario dell’Autorità portuale, hanno parlato chiaro, tramite Il Tirreno, con Issad Rebrab, chiedendo risposte in tempi brevi, lo stesso fa il sindaco di Piombino, Massimo Giuliani.
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E, per essere precisi, i “paletti” il primo cittadino li aveva messi già nei due consigli comunali che hanno affrontato la questione Aferpi: il primo, quando è stata approvata la variante urbanistica, atto ufficiale che dà il via al nuovo insediamento industriale lontano dalla città (chiunque lo faccia, sia chiaro); il secondo, qualche giorno fa, quando su tutta la vicenda si è tornati con una seduta monotematica.
Giuliani chiede un incontro all’algerino, e potrebbe esserci in tempi brevi, per avere certezze sul piano industriale per le acciaierie, sulle linee di finanziamento e anche sul progetto per l’agroalimentare, ritenuto strategico quanto l’acciaio. E sulle concessioni al porto la linea del sindaco è la stessa di Guerrieri: non si rinnovano senza certezze, la scadenza è il 15 febbraio 2017, due mesi da oggi.
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«Ci sono stati due consigli nei quali ho parlato chiaro - ci spiega il sindaco -, tanto che, in Algeria, sono usciti articoli di giornale che dicono che mi sarei “irritato” con Rebrab. Non è così, ma certo adesso il tempo stringe e vogliamo risposte. Tramite il ministero e la Regione chiedo da tempo un incontro con Issad Rebrab e mi auguro che avvenga in tempi brevi, perché lui, che è l’investitore e il proprietario, deve mantenere un rapporto stretto con il territorio. Insomma, deve dirci come stanno le cose. Ma io sono convinto che la volontà di portare avanti il progetto ci sia sempre».
Cosa chiederà al presidente di Cevital?
«Voglio un quadro completo. Quindi non solo relativo alle acciaierie. Ci interessa anche sapere come si evolve il progetto dell’agroalimentare, per capire quanto ci sarà di industriale e quindi quanta occupazione possa portare. Sulle acciaierie non basta il piano industriale, serve anche il piano finanziario».
E questo con tempi definiti, i rinvii sono stati già parecchi.
«Ovviamente, le scadenze ci sono, a partire dalle concessioni sul porto che, d’accordo con Guerrieri, sono legate alla presentazione dei piani industriali e finanziario. Ma qui è bene riassumere come stanno le cose, perché ci sono accordi firmati e noi, come Comune, li abbiamo rispettati in pieno».
Parla della variante?
«Esatto, la variante è il primo atto ufficiale che stabilisce che la fabbrica si fa e si fa lontano dalla città. Ed è propedeutica anche alle bonifiche, forse anche questo non è chiaro a molti. Certo è che noi siamo in sintonia sia con quanto chiesto dall’Accordo di Programma del 2014, sia dal successivo, il 252/bis, del 2015. Le condizioni per l’investimento noi le abbiamo create. Quindi, se il progetto di Aferpi non si sostanzierà, avremo comunque gli strumenti per cercare altrove. Anche se io continuo a credere che sarà Rebrab a farlo, visto quanto ha già investito».
Intanto c’è un nuovo governo.
«Vero, ma nei posti che a noi interessano sono rimaste le stesse persone con cui abbiamo lavorato in questi mesi. Questo per Piombino è decisivo, altrimenti avremmo perso tempo prezioso. Per noi avere gli stessi interlocutori al Mise e al Ministero dell’Ambiente, con cui ci sentiamo ogni settimana, è davvero prezioso».
E Rossi? Si candiderà alla segreteria del Pd.
«Enrico Rossi per Piombino è l’uomo chiave. Ha fatto moltissimo, si è impegnato, si è battuto. Lui ha tre responsabilità: è commissario per l’Accordo di Programma, è commissario per il porto ed è commissario per bonifiche. È quindi opportuno, necessario, che continui a lavorare per questo territorio, perché molto è stato fatto, ma manca ancora lo scatto finale. Non ho dubbi che lo farà».
E gli altri progetti?
«Vanno avanti di pari passo con il resto, perché questo territorio può offrire moltissimo e sta facendo passi importanti, è il laboratorio ideale. Certo le altre opportunità non possono bastare a sostituire le acciaierie, ma è importante che si proceda con la portualità, con le aree retroportuali, con il polo di rottamazione, peraltro inserito nel quadro della sostenibilità ambientale. Sono sempre di più le aziende interessate a Piombino, la macchina è in moto».
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