Il presidio
Forestale addio, ecco cosa cambia
Gli agenti cambieranno divisa dal 1° gennaio Organico ridotto, sparisce la squadra nautica
PORTOFERRAIO. Addio al Corpo Forestale dello Stato, nato nel 1822 per anni baluardo della tutela ambientale all’isola d’Elba e nel resto dell’arcipelago. Gli agenti, protagonisti sull’isola di indagini importanti (dall’ecomostro di Procchio fino alle villette di Lacona per citarne solo due) e impegnati da anni nel campo della tutela ambientale e della lotta agli incendi boschivi, cambieranno divisa.
Marco Pezzotta, comandante del Cta dell'Arcipelago Toscano (Coordinamento territoriale per l'ambiente) del Corpo Forestale dello Stato, è alle prese con una riduzione del personale, proprio mentre si appresta a vivere questa fase storica.
Dal primo gennaio 2017, per legge, gli agenti del Corpo Forestale dello Stato cambieranno divisa e diventeranno carabinieri oppure entreranno nella Guardia di Finanza, alcuni potrebbero diventare vigili del fuoco o far parte nella Polizia di Stato. «La nostra pianta organica di 60 persone si riduce a 48 unità perché dal 1° gennaio non saranno più con noi (andarnno con La Finanza) i 12 delle Snem, squadre nautiche per l'ecosistema marino – spiega Pezzotta – ma in realtà, al di là della pianta organica, dopo la trasformazione in atto, nell’arcipelago resteremo in 14, circa un terzo del dovuto, sebbene ci si debba occupare di sette isole – commenta il comandante – in ogni caso proseguiremo i nostri compiti, suddivisi nei tre comandi stazione e in quattro agiremo qui al Cta di Portoferraio».
I forestali sono legati all’esistenza del Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano, che si trova dentro una superficie totale di circa 75 mila ettari tra terra e mare, e il più grande parco marino d’Europa, sebbene il Cfs controlli anche il territorio extra parco. Sono quindi tre i comandi di stazione, due all’isola d'Elba e uno al Giglio e sono due le motovedette per altrettante squadre nautiche (anche queste passeranno alla Finanza), che agiscono una a Portoferraio e l’altra all'Argentario, dotata questa anche di un gommone.
La riduzione del personale, in seguito al cambio di divisa e della ristrutturazione in seno alle forze di polizia ponga un problema di riorganizzazione del servizio di tutela e sorveglianza ambientale in un territorio delicato come quello del Parco dell’arcipelago toscano. «Il Corpo Forestale opera anche per la tutela della riserva naturale dell'isola di Montecristo, – precisa Pezzotta – con l’ufficio territoriale biodiversità (Utb) con sede a Follonica. Gestisce la riserva biogenetica curando l'afflusso contingentato dei visitatori». Gli agenti della Forestale sono impegnati nella prevenzione e repressione dei reati in materia ambientale e agroalimentare, nei territori insulari, con un’attenzione particolare al piano attuativo del Parco, svolgono inoltre compiti di polizia venatoria per reprimere il bracconaggio e di controllo sulla pesca, vigilano per evitare discariche incontrollate, sversamenti illegali, inquinamento delle falde acquifere, distruzione e deturpamento delle bellezze naturali, incendi ed abusivismo edilizio e altri compiti. «Inoltre – conclude Pezzotta- esistono presidi episodici a Capraia, Pianosa e Giannutri, erano fissi quando eravamo a ranghi completi e a Gorgona non ci siamo perché c’è solo il carcere e quindi viene meno, in teoria, la necessità di vigilanza da parte nostra. Con i nostri organici ridotti, ci sono e ci saranno certamente difficoltà ad assolvere i compiti che la legge dello Stato ci assegna».
Preoccupato ma determinato quindi il vice questore aggiunto, geologo, nato a Catanzaro ma di origini bergamasche, che vive da tempo a Roma ed è nel Corpo Forestale dal 1994. È docente di protezione civile, di primo soccorso, di antincendi, dissesto idrogeologico, cartografia e orientamento, salvataggio in acqua. Dal 2007 al 2016 ha svolto il coordinamento delle attività di protezione civile e antincendio boschivo del CFS nelle 15 regioni a statuto ordinario. I Forestali quindi, prossimi alla trasformazione, sono stati una colonna portante per la nazione in fatto di salvaguardia ambientale e vanno fieri del ruolo svolto, imperniato soprattutto sull'azione preventiva e di prossimità col territorio, risultando i più vicini alla vita reale, a fianco del cittadino e di chi svolge attività lavorativa nell'ambiente, con la loro azione formativa da sempre importante, per far conoscere ogni dettaglio della legge e della giusta gestione del territorio.
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