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Sale operatorie a scartamento ridotto

Sale operatorie a scartamento ridotto

Dal 12 al 21 salterà una seduta mentre dopo, fino all’8 gennaio, saranno garantite solo le operazioni urgenti

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PIOMBINO. Attività chirurgica a scartamento ridotto per la fine dell’anno.

Si comincerà dal 12 al 21 dicembre con la soppressione di una delle due sedute del mattino riservate all’attività programmata. Ne sarà aggiunta una per le urgenze mentre la seduta ordinaria del pomeriggio rimarrà.

Tra il 21 dicembre e l’8 gennaio, invece, non saranno calendarizzate operazioni. Anche perchè chi ha la necessità di sottoporsi ad un intervento rinviabile, generalmente preferisce scavalcare Natale e dintorni.

In ogni caso resteranno garantite le urgenze.

Come sempre l’Asl motiva la decisione con la necessità di far godere i riposi al suo personale e contemporaneamente alleggerire il monte-ore delle ferie arretrate. Perchè, se non usufruite, continuano ad aumentare di anno in anno e costituiscono un peso in bilancio da saldare economicamente alla fine del rapporto di lavoro.

La decisione aziendale riguarda direttamente il blocco operatorio e conseguentemente la cosiddetta week surgery. Si tratta, lo ricordiamo, del reparto in cui le degenze si protraggono dal lunedì al venerdì e dove i posti-letto sono 15.

Per le operazioni urgenti rimarranno i posti-letto della “long surgery” dove la disponibilità è per 32 ricoveri.

Con il solito gioco ad incastro di spostamenti temporanei là dove le necessità sono maggiori, l’organizzazone del lavoro conseguente al rallentamento della chirurgia insieme a qualche altro taglio nei servizi, dovrebbe consentire il ricorso alle ferie anche in reparti dove le carenze di personale sono più marcate. E non c’è che l’imbarazzo della scelta.

La decisione sarà ufficializzata nei prossimi giorni e riguarderà gli ospedali di Livorno e di tutta la provincia. Il sindacato ha qualcosa da obiettare «perchè se una organizzazione del personale, per garantire un diritto dei lavoratori, taglia sulle prestazioni, vuol dire che la mancanza di dipendenti è pesante», afferma Francesco Redini, coordinatore provinciale Funzione pubblica della Cisl per l’Ausl Nord Ovest. Che focalizza un paio di aspetti: garantire le ferie e i riposi è un obbligo aziendale sancito dalla normativa contrattuale. Poi, c’è il piano di smaltimento dell’arretrato per cui ogni dipendente dovrebbe fare entro l’anno i suoi 36 giorni più il 10% del pregresso. «Con la mancanza di personale che c’è, questo è matematicamente impossibile. Il monte-ore continua a crescere. Ci sono persone - chiude il sindacalista - che hanno addirittura 150 giorni da fare. Con quel che significa in termini di sicurezza per i lavoratori e per gli stessi pazienti». (v.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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