Il Tirreno

La Madonna delle Grazie torna al suo splendore

di Luca Centini
La Madonna delle Grazie torna al suo splendore

In fase di ultimazione il restauro da quasi 200mila euro del santuario capoliverese Rifatti cupola e intonaci, dentro alla chiesa brillano di nuovo le antiche pitture

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CAPOLIVERI. Un gioiello del culto e della tradizione elbana, incastonato nel verde, a poche decine di metri dal mare. Luogo che, per secoli, è stato un punto di riferimento per i fedeli locali e per i forestieri. E, soprattutto, l’ennesimo esempio di come anche una chiesetta rurale, situata della periferia dell’isola d’Elba possa nascondere al suo interno un tesoro artistico inestimabile.

Stiamo parlando del santuario della Madonna delle Grazie, la chiesa cinquecentesca di Capoliveri tornata al suo splendore in seguito all’importante intervento di restauro compiuto in questi mesi grazie al sacrificio e alle donazioni dei fedeli della parocchia di Capoliveri. Ieri mattina don Emanuele Cavallo, parroco di Capoliveri, ha svelato i risultati dell’importante opera di restauro del santuario che sarà riaperto al pubblico in occasione dell’ottavario dall’8 al 15 di dicembre. Con il parroco erano presenti gli architetti che hanno portato avanti il progetto di restauro, Alessandro Pastorelli e Beatrice Ragoni. I lavori, durati circa due mesi, sono stati condotti dall’impresa edile “Lavori edili Leoni” e, per la parte di consolidamento strutturale, sono stati progettati dall’ingegnere Alessandro Schezzini. L’opera, che ha previsto fino ad oggi due lotti di intervento per una spesa di circa 150-180 mila euro, si completerà con un ultimo lotto che sarà eseguito nei prossimi mesi. «Tutto questo – spiega don Emanuele Cavallo – è stato possibile grazie alla solidarietà e alle offerte che sono pervenute e continueranno a pervenire da parte dei nostri fedeli. In questi mesi è stato fondamentale l’impegno dell’equipe del nostro comitato parrocchiale al completo che ha seguito da vicino i lavori in questo santuario che è importante per gli elbani, in quanto è un monumento di culto, tradizione locale, cultura e di storia». La chiesa, infatti, risale al Cinquecento, anche se vi sono tracce di un insediamento alla Madonna delle Grazie già da prima dell’anno Mille. Dopo secoli il santuario della Madonna delle Grazie è rimasto il luogo di culto più venerato sul territorio elbano.

L’intervento. Il restauro si è composto fino ad oggi in due lotti di intervento. Il primo lotto è consistito nel rifacimento pressoché completo della bellissima cupola, soggetta negli ultimi anni a infiltrazioni d’acqua. È stata rifatta la malta, con materiali studiati appositamente per la chiesa, ed è stata di nuovo resa impermeabile la struttura. Il primo lotto ha compreso inoltre il restauro diffuso delle decorazioni all’interno della chiesetta. Un autentico tesoro nascosto di pitture, con alcuni fiori all’occhiello. Il dipinto della “Madonna del silenzio”, opera di scuola michelangiolesca attribuibile all’allievo Marcello Venusti ma riconducibile da altri studiosi a un allievo toscano di Michelangelo. Assente, perché in restauro presso una ditta di Pistoia, l’organo Tronci del 1738 che sarà riposizionato a breve nella chiesetta.

Il secondo lotto di intervento si è basato invece sulla completa copertura e tinteggiatura dell’esterno della chiesa capoliverese, con tanto di opera di consolidamento delle facciate. Dopo la festa dell’8 dicembre il lavori riprenderanno con un terzo lotto che comprenderà il rifacimento del solaietto a supporto dell’organo in restauro e una nuova illuminazione. Un altro gioiello della ricchissima rete di chiese rurali dell’Elba è tornato a splendere. E, per dirla con le parole di don Cavallo: «È quasi inspiegabile come tanta bellezza possa entrare in una chiesetta periferica come questa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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