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Il sindacato a Rebrab: venga in città

Il sindacato a Rebrab: venga in città

Una lettera al patron di Aferpi per richiamarlo ai suoi impegni sugli investimenti nell’acciaieria

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PIOMBINO. Una lettera a Issad Rebrab, con l’invito al patron di Aferpi a venire a Piombino dove manca da mesi per parlare con la città, che tante speranze in lui ha riposto, e a cui ora invece sono rimaste solo briciole di fiducia su un futuro di ripresa delle acciaierie.

E’ l’ultima mossa delle segreterie di Fim, Fiom e Uilm, raccontata in un documento in cui i sindacati parlano di «fase finale della vicenda Aferpi. Il tempo è ormai scaduto e le aspettative di tutto un territorio debbono trovare conforto, Rebrab è chiamato all’atto finale, chiudere l’accordo per il finanziamento con le banche confermando i finanziamenti necessari. Nel contempo occorre partire con gli smantellamenti dei vecchi impianti per avviare i nuovi investimenti».

Il sindacato spiega di apprezzare il fatto che «lunedì 28 novembre sono stati versati da Cevital altri 10 milioni per il circolante. E’ un segnale importante, ma deve essere garantita la continuità produttiva sia per tenere sulla solidarietà sia per tenere in equilibrio il conto economico». Perché se quei soldi servono per il circolante, è pur vero che i laminatoi sono semiparalizzati e che solo il treno rotaie ha un orizzonte produttivo certo che va oltre la fine dell’anno.

In questa situazione è maturata l’idea della lettera a Rebrab, «per dirgli – scrivono Fim, Fiom e Uilm – che deve venire a parlare con la città e in quel contesto confermare i suoi impegni. Le difficoltà possono essere superate mettendo insieme tutti i soggetti, banche, governo, Rebrab, per realizzare pienamente il piano industriale siderurgico, logistico e agroindustriale. Solo la piena attuazione dei programmi, può fare da volano, per dare risposte a tutte le persone in ammortizzatori sociali o in cerca di occupazione».

A disturbare il sindacato sembrano i vari giudizi sulla conduzione della vertenza Lucchini e in particolare sulla nuova proprietà che circolano sui social, «giudizi su una vicenda che si trascina dal 2008 e che solo la forza e la testardaggine dei lavoratori con il sindacato ha portato fino a oggi, dicembre 2016. Sono passati 8 anni e siamo ancora qui, per noi l’obiettivo rimane lo stesso, Piombino deve produrre acciaio se vuole laminare e tenere occupazione e mercati, tutto il resto sarebbe un salto nel buio con conseguenze ancora più catastrofiche».

Il sindacato cita anche una data, il 16 dicembre, quella in cui è atteso il rientro in Italia di Rebrab, che secondo Fim, Fiom e Uilm «deve e può venire a Piombino per fare chiarezza. I lavoratori, la città lo aspettano. Noi comunque manterremo la nostra rivendicazione: Piombino deve tornare a colare acciaio, ed è necessario arrivare a quel momento con lo stabilimento vivo e produttivo. Va bene la diversificazione produttiva, ma bisogna avere la capacità di far convivere la produzione industriale, con il turismo e con le bellezze del territorio. Il Governo convochi urgentemente Rebrab come da noi richiesto – è la conclusione – per dare il via definitivo al progetto industriale».(cloz)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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