Il presidio
Fucilate sui cartelli dai cacciatori arriva la condanna e un aiuto
Fulcheris: «Pronti a ripagare e rimontare quanto danneggiato» Intanto denunciati nuovi vandalismi pure a Buca delle Fate
PIOMBINO. Buco, fori di pallini più scritte indelebili sui cartelli turistici. Immediata la condanna di Alessandro Fulcheris a nome delle associazioni venatorie piombinesi. «In merito alle dichiarazioni del sindaco e dell’assessore Capuano sul vandalismo perpetrato ai danni della cartellonistica del promontorio – spiega Fulcheris – le associazioni venatorie piombinesi esprimono il dispiacere per quanto fatto con pennarelli indelebili e bombolette spray; opera di alcuni imbecilli che purtroppo non sanno come divertirsi, approfittando poi del fatto di essere in mezzo alla macchia, al riparo da qualsiasi possibile rischio di essere scoperti».
«Fermare questi imbecilli è un opera impossibile e dispiace che il Comune debba provvedere ad ulteriori esborsi per la sostituzione dei cartelli. Coi volontari le associazioni venatorie assicurano – ricorda Fulcheris – una presenza costante a difesa del promontorio per 365 giorni l’anno provvedendo alla sistemazione del reticolato che impedisca fuoriuscita dei cinghiali, alla vigilanza antincendio e alla difesa dell’ambiente . Dunque massimo sdegno – sottolinea – per la fucilata (una) su un cartello: un cretino che getta discredito su tutta la categoria. Per questo, siamo disposti non solo a fare una colletta fra i cacciatori per ripagare il cartello “sparato”, ma ci mettiamo a disposizione per smontarlo e rimontarne uno nuovo, con la consapevolezza che non c'è certezza di niente, sia sul fatto che si tratti di persona di Piombino o della zona e nemmeno che chi ha esploso la fucilata sia un cacciatore munito di regolare licenza. Ci sentiamo comunque moralmente in dovere di contribuire in toto alla spesa di quel cartello e, come detto sopra, a mettere a disposizione la manodopera. Le associazioni venatorie di Piombino – spiega – continuano nella loro opera di manutenzione ed attenzione al promontorio e colgono l’occasione per segnalare il pericolo del bruco “Lymantria” che fu oggetto alcuni anni fa di un intervento di disinfestazione. Il bruco sta tornando: nell'’estate sono state osservate le caratteristiche filamenta discendenti dalla vegetazione. Nel giro di uno-due anni potrebbe verificarsi un’altra esplosione demografica di bruchi che renderebbe territorio lunare tutta la zona boscata. In primavera – conclude – sono previsti ulteriori interventi di pulizia della macchia da Baratti fino a Calamoresca».
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