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Operaio muore nella cava del Condotto
Athos Catardi aveva 50 anni: è stato colpito alla testa dalla pompa in ottone di una betoniera. Indagano i carabinieri
PORTOFERRAIO. È stato un attimo. Quel lungo braccio metallico lo ha colpito alla testa, nel cantiere in cui, come ogni mattina, era andato a lavorare. È morto in questo modo Athos Catardi, coinvolto in un incidente sul lavoro accaduto ieri mattina. Sono le 9,30 quando la tragedia si consuma nell’area di una cava nella zona del Condotto: nella cava di inerti fratelli Di Brizzi. Per la terza volta in poco più di sei mesi l’isola d’Elba piange un suo lavoratore. Decisamente troppi.
La vittima dell’infortunio mortale di ieri mattina è un operaio, Athos Catardi, 50 anni di Portoferraio. L'uomo è all’interno dell’area di cava mentre sono in corso le operazioni per una gettata di cemento necessaria alla realizzazione di una nuova struttura (l'immobile adibito agli uffici e al magazzino della ditta). La dinamica dell'incidente mortale non è ancora chiara e sarà ricostruita in queste ore dai carabinieri e dai tecnici dell'ufficio lavoro dell'Asl, che ieri hanno compiuto un approfondito sopralluogo nell’area del cantiere.
L’incidente.
Secondo l’ipotesi più accreditata, l’operaio - al momento dell’incidente avvenuto intorno alle 9,30 - sta cercando di riposizionare la pompa metallica di una betoniera (un lunghissimo braccio d’acciaio da cui sgorga il calcestruzzo), manovrata con un telecomando da un collega di Catardi, che, finita probabilmente fuori posizione, inizia a muoversi pericolosamente e urta la betoniera stessa. Non è escluso, secondo quanto riferito dai carabinieri, che l’operaio, nel tentativo di riposizionare manualmente la lunga pompa di metallo, scivoli e perda l’equilibrio (probabilmente su una tubazione resa insidiosa dalla pioggia e sul calcestruzzo fresco) e sbatta violentemente la testa contro l’imboccatura in ottone della pompa del calcestruzzo che in quel momento, per una tragica fatalità, si sta muovendo incontro al cinquantenne. L'impatto, avvenuto dietro l'orecchio, è fatale. Al momento, tuttavia, la dinamica non è accertata con esattezza e i carabinieri stanno ascoltando e vagliando tutte le testimonianze rese dai compagni di lavoro di Catardi.
I soccorsi.
Sono proprio i compagni a dare l’allarme, ieri mattina, dopo aver visto il collega travolto dal braccio metallico della betoniera. La centrale del 118 invia sul luogo dell’incidente i volontari e il medico del Santissimo Sacramento di Portoferraio. Provano a rianimare l'operaio per circa 40 minuti, senza successo. Nel frattempo nell’area di cava atterra l'elicottero Pegaso del 118, in arrivo da Grosseto. Lo staff medico raggiunge l’operaio. I medici provano a lungo a rianimare il 50enne, ma purtroppo non c’è più niente da fare.
Le indagini.
Assieme ai carabinieri, che stanno indagando per chiarire l'esatta dinamica dell'incidente sul lavoro, sono presenti sul luogo dell'incidente anche i vigili del fuoco. Nella tarda mattinata arriva sul posto il medico legale dell'Asl e il perito incaricato dalla Procura di Livorno per il sopralluogo all'interno del cantiere. I carabinieri ascoltano per tutta la mattina le testimonianze rese dai colleghi di lavoro di Athos Catardi, al fine di ricostruire nel modo più dettagliato possibile la dinamica di quanto accaduto e individuare le eventuali responsabilità. Da ieri mattina il cantiere all’interno dell’area di cava in località Condotto e la betoniera vengono messi sotto sequestro su richiesta della Procura. Al momento non ci sarebbero indagati. Nel primo pomeriggio la salma dell’operaio viene rimossa dall’area di cava: è probabile che venga disposta l’autopsia già nelle prossime ore.
La terza tragedia.
L’incidente mortale accaduto ieri è la terza tragedia che, nel giro di sei mesi, ha interessato da vicino l’isola d’Elba.
Il 24 luglio scorso un elettricista di 45 anni, Matteo Arena, originario di Messina è morto sul porto di Piombino, a bordo del traghetto Acciarello, della compagnia elbana Blu Navy, in servizio fra Piombino e l'Isola d'Elba. Arena, elettricista di bordo del traghetto, è rimasto folgorato mentre stava lavorando sul tetto di un ascensore guasto mentre l'imbarcazione era attraccata nel porto di Piombino. Arena aveva preso servizio a Portoferraio sull'Acciarello solo da un paio di giorni, ma la sua missione è finita in tragedia.
Il 30 agosto, invece, la tragedia si è consumata a Chiessi, frazione di Marciana nel versante occidentale dell’isola. Giuseppe Feola, operaio della Lampogas di 37 anni, è morto, travolto dal camion che lui stesso aveva parcheggiato sulla via del Tofonchino, durante le operazioni di rifornimento del gas di alcune utenze domestiche. Il camion, per causa da chiarire, è venuto lungo la discesa in retromarcia finendo per travolgere l’operaio, morto praticamente sul colpo. La dinamica dell’incidente, tuttavia, ha lasciato dei dubbi, tanto da aver portato all’apertura di un’inchiesta della Procura, nella quale risulta indagato il responsabile della società.
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