Italia
Furti al parco minerario, ora è allarme
Il presidente Idillio Pisani: da tempo manca la sorveglianza e ci sono anche problemi di sicurezza
RIO MARINA. Furti di minerali nella valle del Giove. Ma non solo.
Anche a Rio Albano e alle Conche. Il fenomeno, per la verità sempre esistito, in questi ultimi tempi si è fatto più marcato.
Ha cominciato ad assumere aspetti inquietanti, che preoccupano gli stessi dirigenti del parco minerario.
« Abbiamo segnalato la cosa alle forze dell’ordine - dice il presidente del Cda del parco di Rio Marina, Idillio Pisani - Abbiamo interessato anche il corpo forestale dello stato, ma non credo che si riesca a contenere quanto sta succedendo».
Introdursi nel comparto minerario è abbastanza semplice e anche se le strade, le vecchie vie tracciate dai minatori, non sono più percorribili. Tuttavia non è difficile penetrare negli ex bacini.
«Chi ci va - aggiunge sempre il presidente - sa il fatto suo. Dimostra di essere pratico dell'ambiente e raggiunge i punti in cui sa, non capisco se per informazioni prese direttamente o per esperienze personali, dove si trova un interessante filone di pirite o di altri minerali da piazzare facilmente sul mercato. La Valle del Giove, da questo punto di vista, per la bellezza e la purezza delle sue gemme, è sempre stata davvero una fonte inesauribile di minerali. Ma bisogna saperlo individuare e conoscere».
Insomma, chi entra nel perimetro protetto del parco minerario è una persona che conosce il fatto suo. Sa ben operare. Anche se all’origine di tutto c’è l’incoscienza.
«Molto spesso succede che qualche improvvido cercatore di minerali si lasci prendere la mano e dimentichi dove sta la prudenza - continua ancora il presidente del parco - Abbiamo trovato delle piccole ma anche pericolosissime gallerie scavate senza tener conto dell'incolumità delle persone. La zona, specie in questi periodi autunnali così ricchi di acquazzoni e piogge, è sottoposta a frequenti frane. Non c'è sopra la vegetazione o bosco oppure piante che possano trattenere la terra. Qui è molto facile si verifichino distaccamenti di terreno dalle falde del monte Giove e quando non è terra, sono massi anche di un certo spessore che possono rovinare verso il basso, coinvolgendo le persone. Ricordiamo tutti l’incidente occorso anni fa che costò la vita a un turista tedesco».
Negli anni precedenti, la zona era gestita dal demanio dello stato era prevista la voce in bilancio destinata all’assunzione di personale per effettuare la guardiania dei siti dove si estraeva il ferro.
Con il passaggio all'ente pubblico di Rio Marina, sono diminuiti i fondi per cui il servizio non è più reso con la puntualità e regolarità degli anni precedenti.
Questo ha permesso che i furti di minerali aumentassero esponenzialmente, fino ad assumere valori rilevanti di oggi.
«Voglio sperare - ha concluso Idilio Pisani - che si riesca a trovare una formula, per cercare di contrastare questo fenomeno che sì c’è sempre stato da quando all’Elba si scava il minerale, ma come si sta producendo in questo periodo non era mai accaduto».
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