Nasce l’Alveare, il mercato agricolo on line a km zero
Il progetto di Boldrini e Cecchetti partirà alla fine del mese e punta a mettere in rete i produttori locali e i consumatori
PIOMBINO. Prodotti freschi che, dal produttore, arrivano direttamente nelle mani del consumatore. Frutta, olio, latticini, vino, carne e ortaggi venduti a chilometri zero. Lo scopo è il ritorno alla filosofia del mercato, alla genuinità dei cibi e alla loro freschezza e stagionalità. Il mezzo è il web. Gianni Boldrini, ingegnere piombinese, e Gianluca Cecchetti, che nella vita si occupa di sharing economy, hanno avuto un’idea: organizzare un vero e proprio mercato agricolo online, servendosi della piattaforma “L’Alveare che dice sì”, uno strumento già utilizzato in Europa e in altre zone d’Italia. “L’Alveare che dice sì” permette di creare, appunto, degli alveari, cioè dei mercati a Km 0. I produttori si iscrivono alla piattaforma, si uniscono in un alveare e mettono in vendita i loro prodotti. I consumatori poi, registrandosi sul sito, possono iniziare la spesa. «L’idea di aprire un alveare in Val di Cornia ci è venuta frequentando i mercati della Coldiretti – dice Boldrini -. Lì i prodotti sono freschi, buoni. Mantengono il loro sapore insomma. Quando si entra nella grande distribuzione, invece, il cibo perde di qualità. Perciò, ho pensato, perché non creare uno spazio in cui ci siano solo prodotti sempre freschi? Ho fatto presente al mio socio questa intuizione, lui ha trovato la piattaforma online da utilizzare e così siamo partiti con questo progetto». Il servizio funziona in modo simile a qualunque altra piattaforma di e-commerce. I produttori mettono in vendita sul sito i loro prodotti. I clienti li osservano, li scelgono, li acquistano e poi, il martedì, li ricevono direttamente dall’azienda. Condizione essenziale per la messa in commercio è la garanzia di freschezza del prodotto venduto, per questo si potrà acquistare solo merce di stagione. Le aziende che entrano a far parte dell’alveare, inoltre, dovranno avere una certa etica, che guardi cioè alla qualità e alla salubrità dei cibi. Un servizio del genere, dice Boldrini, in Toscana, fino a ora, esisteva solo a Firenze. Adesso c’è anche in Val di Cornia. Il sito è già visibile, ma i prodotti si potranno acquistare a partire dal 29 novembre. «Fino a ora all’iniziativa hanno aderito quattro aziende della zona. Ma stiamo interagendo con altri produttori, anche non presenti sul territorio di Piombino, Campiglia, Suvereto, San Vincenzo e Sassetta. Abbiamo preso contatto, ad esempio, con un birrificio di Siena e con un’azienda del pisano che produce marmellate e salse». Le aziende che, fino a ora, hanno scelto di commercializzare sul web i loro prodotti a chilometri zero sono realtà di Suvereto (tre) e Bibbona (una). Nello specifico c’è un’azienda che produce ortofrutta, una che si occupa di olio e graminacee, una che è incentrata sui latticini e un’altra, quella di Bibbona, che ha un allevamento di chianine. I due promotori dell’iniziativa, tramite una campagna di comunicazione giocata soprattutto sui social, hanno trovato anche 120 potenziali acquirenti «Ci stiamo allargando, vogliamo ampliare il nostro raggio di azione. C’è da sottolineare che il servizio è gratis. Nessuno ha pagato niente per iscriversi – dice Boldrini -, né i produttori, né i potenziali clienti. E’ al momento della vendita che il produttore dà una quota al sito e una quota a noi. Però è veramente irrisoria, non agiamo per scopo di lucro, vogliamo solo riscoprire il sapore genuino dei prodotti freschi».
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