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«Ora la gestione diretta della raccolta»

«Ora la gestione diretta della raccolta»

Dopo l’operazione “Clean city”, il consigliere Ferrari (FI) fa appello a sindaco e giunta

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PIOMBINO. L’argomento è l’operazione “Clean city” cioé l’arresto del vertice dell’Ato rifiuti Toscana con l’interdizione dai pubblici uffici per i vertici di “Sei Toscana S.r.l.” e di “Siena Ambiente S.p.A.”. È il gruppo consiliare “Ferrari sindaco-Forza Italia” che chiede a sindaco e giunta di « costituire il comune come parte civile nel procedimento giudiziario che vedrà come imputati i vertici dell’Ato Toscana sud e i vertici di Siena Ambiente e Sei Toscana».

Il gruppo di minoranza, tra l’altro, intende chiedere in consiglio comunale « a nome dei cittadini di Piombino - si spiega – i danni per i costi in bolletta che questi ultimi hanno dovuto sostenere, a causa del già citato “sistema di corruttele” ipotizzate dagli inquirenti».

Tutt’altro che esclusa la valutazione «della possibilità – spiega il consigliere Francesco Ferrari – di riappropriarsi della gestione diretta dei servizi di raccolta dei rifiuti, nell’ottica di un efficientamento generale del servizio e di una sensibile riduzione dei costi e, in tutti i casi, ad attivarsi nei confronti della giunta regionale per addivenire ad una regolamentazione della gestione dei rifiuti più rispondente alle necessità delle comunità locali e che dia ai sindaci una maggior autonomia organizzativa».

«L’inchiesta – ricorda ancora iFerrari sindaco – riguarda un appalto ventennale per un totale di circa 3,5 miliardi di euro, effettivamente aggiudicato nel 2013 a Siena Ambiente con un consorzio di 6 imprese; la gara era per la gestione completa del ciclo di rifiuti nelle province di Arezzo, Siena e Grosseto, l’area governata dall'Ato Toscana Sud; In una conferenza stampa, gli inquirenti hanno spiegato che di fatto il bando di gara era strutturato "su misura" per favorire il raggruppamento con a capo Siena Ambiente e per scoraggiare eventuali altri concorrenti, inserendo nel bando stesso clausole particolarmente vessatorie».

«Come evidenziano le rilevazioni del ministero delle finanze – sottolinea tra l’altro il consigliere di minoranza – gli abitanti dei comuni ricompresi nell’ATO Toscana Sud pagano per lo smaltimento dei rifiuti tariffe sopra la media nazionale di un abbondante 10%».

«I cittadini di Piombino, se le accuse fossero confermate - conclude – sarebbero stati chiamati a sostenere indirettamente, per il tramite della bolletta, i costi occulti imputabili alla turbativa d'asta e alle corruttele ipotizzate dagli inquirenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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