Italia
«Sindacato privo di strategie sull’indotto»
Articolo 1-Camping Cig solidarizza con i dipendenti dell’Elettra a rischio licenziamento
PIOMBINO. Solidarietà ai lavoratori dell'Elettra dall’associazione Articolo 1Camping Cig. Tra poco più di un mese, 22 lavoratori della società, cioè l'intera forza lavoro rimasta più due lavoratrici addette alle pulizie, verranno licenziati e l'impianto per la produzione di energia elettrica, anche con combustibili rinnovabili, verrà abbandonato «e nel giro di poco tempo - dice l’associazione - si deteriorerà irreversibilmente. E’ un impianto nuovissimo , appena 13 anni di attività».
Nell’analisi dell’associazione, la vicenda suggerisce due riflessioni. «Intanto, - scrive - i 22 posti più due persi sono solo l'ultimo atto, in ordine di tempo, del migliaio di posti perduti nell'indotto, primario e secondario, della ex-Lucchini e rappresentano l'ultimo, sempre in ordine di tempo, gruppo di lavoratori abbandonati a loro stessi. Dal 2012 i fornitori di prodotti e servizi alla grande impresa sono entrati in sofferenza per i mancati pagamenti della Lucchini ed hanno accumulato milioni di debiti. Impossibilitati a reggere questa situazione finanziaria, hanno iniziato a ridurre gli organici - prima i precari, poi anche gli altri».
Per Articolo 1 Camping Cig il sindacato ha trattato questa partita in maniera frammentaria, «come se non si fosse di fronte ad una crisi strutturale. Sono stati negoziati, impresa per impresa, gli ammortizzatori , finché è stato possibile; poi sono arrivati i licenziamenti collettivi, con ricorso alla miseria della Naspi. Neanche nei confronti dei lavoratori Elettra, che pure si ritenevano coperti dall'accordo di programma, oggi si fa qualcosa. Nell'articolo che ci informa della situazione, si parla di "indifferenza generale". Ma chi, più dei sindacati, è responsabile di questa indifferenza? Chi - domanda ancora l’associazione - più dei sindacati che invece di gridare allo scandalo oggi, ci dovevano pensare quando hanno firmato l'accordo di programma e tutti gli altri accordi per la cessione della Lucchini in cui l'indotto è completamente scomparso. Chi, più dei metalmeccanici, dovrebbe recuperare quella straordinaria esperienza del "Coordinamento Piccole Imprese" che permise, all'epoca, di condurre grandi battaglie unitarie per i diritti di tutti i lavoratori delle imprese»? Infine, qualche proposta. A partire «dall’attivazione di un meccanismo di solidarietà tra tutti i lavoratori, per una contrattazione collettiva di creazione di nuovi posti di lavoro con le bonifiche e di altri strumenti di sostegno al reddito, ammortizzatori in primis, che garantiscano parità di trattamento con i lavoratori della grande impresa».
La seconda riflessione riguarda il destino di questo impianto, voluto dalla Lucchini, «che - si aggiunge - lo riteneva un gioiello della corona. A fronte di difficoltà finanziarie se ne liberò cedendolo ad una multinazionale inglese; questa lo ha sfruttato finché ha potuto ed ora lo abbandona , non avendo più l'energia, prodotta dagli impianti dell' area a caldo, insensibile dei costi sociali, ma anche economici e territoriali che si lascia alle spalle. Piombino e la Val di Cornia hanno sofferto fin troppo per questi comportamenti. È ora di cambiare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
