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Ex Unione, minoranza all’attacco

Ex Unione, minoranza all’attacco

Interpellanza del gruppo Pd: «Il sindaco chiarisca cosa è accaduto davanti al Tar»

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PORTOFERRAIO. «Il sindaco e la giunta di Portoferraio chiariscano l’esito dell’udienza al tar sul caso dell’ex Unione dei Comuni». È quanto chiedono i consiglieri comunali del gruppo Pd con un’interpellanza che sarà discussa nel prossimo consiglio comunale di Portoferraio.

I consiglieri di minoranza tornano sul caso dell’ente dissolto, dopo la decisione da parte della giunta di ritirare il ricorso al Tar per sopravvenuta carenza di interesse in accordo con la Regione. Sul piatto ci sono i debiti, di Portoferraio e degli altri Comuni elbani, relativi alla fine dell’Unione dei Comuni.

«Sappiamo che il 9 novembre scorso – spiegano i consiglieri di minoranza – il Tar ha discusso i due ricorsi, uno presentato dal Comune di Portoferraio ed uno dal Comune di Marciana Marina contro il piano di successione relativo ai debiti della Comunità montana e dell'Unione dei Comuni. In quella sede doveva essere discussa l'istanza di sopravvenuta carenza di interesse che il Comune di Portoferraio ha presentato al Tar il 7 ottobre 2016, tramite il proprio avvocato in cui si chiede di dichiarare l'improcedibilita' del ricorso». Ma, ad oggi, non si sa con certezza quale sia stato l’esito dell’udienza di fronte ai giudici amministrativi.

«Si chiede – aggiungono dal gruppo consiliare del Pd – di riferire al Consiglio Comunale gli esiti dell'udienza e si chiede al sindaco e alla giunta come intendono affrontare le conseguenze economiche della possibile esecutività del piano di successione, considerato che la giunta ha voluto rinunciare al contenzioso che avrebbe consentito di rivedere radicalmente il piano».

Secondo la minoranza la Giunta, entro il mese di novembre, «deve inserire nel bilancio dell'ente le partite previste dallo stesso piano di successione che ricordiamo essere nell'ordine di 1 milione di euro e 400 mila circa, oltre ad altre partite citate nel piano stesso e quantificabili in un altro milione e mezzo circa. In caso contrario il bilancio apparirebbe palesemente non veritiero ed il gruppo di minoranza non potrebbe esimersi dal segnalarlo alla sezione di controllo della Corte dei Conti».

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