«Faremo il parco ma ora occorre trovare le risorse»
Maestrini parla dopo la sentenza sul caso delle palazzine ai Pozzetti con cui il Tar ha cancellato la sanzione di 100mila euro alla ditta Giorgi
PIOMBINO. «Dovremo valutare aspetti tecnici e disponibilità di risorse. Ma la nostra ferma intenzione è quella di realizzare il parco urbano nella zona collinare dei Pozzetti».
Così l’assessora all’urbanistica, Carla Maestrini, spiega la posizione del Comune sulla complessa vicenda delle palazzine ai Pozzetti, segnata da un braccio di ferro tra la precedente giunta e la Giorgi Ediliza, e conclusa con una sentenza del Tar: i giudici hanno sì accertato un innalzamento eccessivo delle palazzine rispetto alle previsioni, ma hanno concluso sostenendo che il Comune di Piombino avrebbe dovuto accettare il cosiddetto “accertamento di conformità”, una sorta di sanatoria, visto quanto prevedeva il piano di lottizzazione in termini di flessibilità rispetto a scostamenti contenuti delle previsioni progettuali.
Con questa decisione è stata pure cancellata la sanzione di 100mila euro inflitta dal Comune alla Giorgi edilizia.
Un pasticcio, certo, che di fatto ha impedito al Comune di aver pronte le risorse per sistemare il parco, sul quale c’era già il progetto promosso dall’assessore all’ambiente, Marco Chiarei, per una gestione leggera tramite gli orti urbani, cioè piccoli lotti di terreno affidati ai cittadini in comodato d’uso, in modo da garantire cure, presenze continue e una sorta di presidio.
Da un’analisi dei documenti emerge dunque che i 5 ettari di parco in realtà sono già nella disponibilità del Comune, ma dopo che nel maggio del 2014 venne approvato lo schema di convenzione, al momento della firma, prevista nel pieno del braccio di ferro Comune-proprietà, Alfo Giorgi decise di pagare gli oneri di urbanizzazione, che avrebbe avuto parzialmente scomputati se invece – come era concordato in precedenza – avesse provveduto alla sistemazione dell’area a parco pubblico.
Giorgi quindi pagò, e gli oneri di urbanizzazione evidentemente vennero incamerati nel bilancio ma non destinati al parco.
Fatto sta che il progetto di realizzare il parco pubblico è rimasto una semplice previsione, sulla quale peraltro a questo punto il Comune s’impegna a intervenire con modi e tempi da precisare.
Dopo la sentenza del Tar il Comune deve decidere se presentare ricorso al Consiglio di Stato, ma vari elementi fanno ritenere che eviterà di farlo, chiudendo così la vicenda, almeno dal punto di vista giudiziario.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
