Un calendario e un dvd raccontano i migranti
L’iniziativa di Homo Diogene: vogliamo far capire che sono persone con una storia, idee e sentimenti
VENTURINA. Dodici foto e dodici storie, raccolte in un calendario. E un documentario di 90 minuti, con più di 200 interviste. Lo scopo è mostrare i migranti nella loro individualità, facendoli conoscere come persone singole, al di là della categoria in cui sono normalmente inseriti.
Il progetto “Visti da dentro” è promosso i dalla cooperativa Homo Diogene che, a Venturina, gestisce il centro di accoglienza della stazione e sarà presentato entro Natale.
«Il lavoro è iniziato in questo centro – dice Angela Di Matteo, di Homo Diogene – Poi si è allargato e, oltre alle testimonianze di chi vive qui, ci sono anche quelle dei ragazzi degli altri centri gestiti dalla nostra coop, in Toscana, Lazio e Campania. Il calendario vuole far capire alla gente che questi ragazzi sono persone con una storia, idee e sentimenti. L’ostilità della popolazione nei loro confronti spesso nasce dalla non conoscenza. Noi vogliamo offrire degli strumenti di comprensione per superare la paura e la diffidenza».
Per questo nel calendario ci sono le storie. E nel documentario ci sono esposizioni di idee, speranze e paure. Dodici storie per dodici mesi. In ogni pagina una foto che accompagna il racconto. La persona ritratta non corrisponde al protagonista della narrazione, comunque autentica. Questo per tutelare l’identità di persone che, spesso, sono perseguitate nei loro Paesi d’origine.
C’è, ad esempio, la storia di una donna che ha subìto violenza sessuale e ha vissuto in schiavitù. La foto che accompagna il racconto ha più piani. C’è l’immagine di una persona, sovrapposta ad altre che rappresentano scene di prigionia. «L’idea è che, tramite strumenti grafici, le immagini di sottofondo attraversino letteralmente il corpo della donna in primo piano. Così da rendere l’idea delle sofferenze che quella ragazza ha dovuto vivere», dice Di Matteo. C’è anche la storia di un ex militare che ha vissuto in manicomio e ci sono racconti di guerra, fame, stupri di massa e violenze domestiche. Il vissuto dei migranti per proiettarli in una dimensione individuale, più intima, meno legata alla categoria con cui vengono identificati, dando loro un’identità. Anche tramite l’espressione diretta delle loro idee e delle loro sensazioni. E questo è lo scopo che si prefigge la realizzazione del documentario, ultimato attraverso il montaggio di spezzoni di duecento interviste.
«Abbiamo chiesto ai ragazzi che cosa sono per loro la vita e la morte, come vedono il futuro, com’è nato il mondo, cos’è la felicità – sottolinea Di Matteo - In base alla cultura a cui appartengono le risposte cambiano, ma quello che è emerso è che le aspettative, i sogni e i desideri sono gli stessi. In fondo siamo tutti uguali, siamo tutti persone».
Per la realizzazione del calendario e del documentario la cooperativa si è servita del lavoro di una fotografa, Valeria Magri, e una grafica, Michela Calanna. Per le riprese ha partecipato Salvatore Ecuba. I prodotti finiti saranno pronti entro Natale e consisteranno in un Dvd, in uno scritto e nel calendario, impaginato in verticale. Con alcune delle foto scattate durante la realizzazione del progetto inoltre, molto probabilmente, verrà realizzata una mostra a Roma. Ma è a Campiglia che la cooperativa spera di presentare ufficialmente il lavoro. «E’ nato tra le mura di questo campo – conclude Di Matteo – Molte foto e gran parte delle riprese sono state fatte qui. Perciò io spero che la presentazione si terrà nel territorio del comune».(c.g.)
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