Il presidio
«No ai fanghi dei depuratori»
Il sindaco ha incontrato Giani, presidente del consiglio regionale
MONTEVERDI. C’è una spada di Damocle sulla testa dei monteverdini: si tratta di un’autorizzazione concessa dalla Regione per lo spargimento di fanghi dei depuratori su alcuni terreni agricoli sottostanti l’abitato. E’ una pratica in uso in altre regioni (in Lombardia, ad esempio) e se fatta in modo corretto potrebbe risultare meno inquinante dei concimi chimici. Ma l’episodio di Peccioli, dove è intervenuta la magistratura in seguito alla scoperta che nei fanghi c'erano sostanze proibite e i terreni venivano usati come discariche, ha suscitato anche a Monteverdi grosse preoccupazioni.
Ieri mattina la visita del presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, che sta incontrando tutte le amministrazioni toscane, ha dato lo spunto al sindaco Giannoni e alla sua giunta, riuniti per l’incontro con l’ospite nella sala consiliare, per rendere pubbliche queste preoccupazioni: «Siamo un Comune che da anni lavora per sviluppare il turismo: proprio ieri abbiamo inaugurato un resort; nel territorio sono sorti nuovi agriturismo; il teleriscaldamento consente a molte seconde case di essere abitabili anche fuori stagione. Insomma l’arrivo dei fanghi da depurazione nel nostro territorio sarebbe assolutamente negativo sotto tutti i punti di vista. Alla Regione abbiamo manifestato il nostro fermo dissenso, in ogni caso chiediamo che su decisioni tanto delicate il Comune di Monteverdi venga coinvolto. Finora non è stato così». Giannoni ha poi aggiunto di aver ricevuto dalla Regione una lettera parzialmente tranquillizzante: in sostanza, dopo l'inchiesta aperta a Peccioli, tutte le autorizzazioni allo spargimento di fanghi sono state bloccate, compresa ovviamente quella che riguarda Monteverdi. Un sollievo che non allontana la minaccia.
Il presidente Giani ha assicurato il suo impegno per portare a Firenze le preoccupazioni dei monteverdini. Quindi il presidente del Consiglio regionale ha proseguito il suo viaggio recandosi a Sassetta e nel pomeriggio a Montalcino. (g.p.)
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