Il Tirreno

Debiti dell’ex Unione, ora i Comuni tremano

di Luca Centini
Debiti dell’ex Unione, ora i Comuni tremano

I sindaci al lavoro con i legali dopo la scelta di Ferrari di non proseguire col ricorso «Vogliamo capire se ci saranno ripercussioni». Sullo sfondo 12 milioni di passivi

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PORTOFERRAIO. L’ex Unione dei Comuni e i suoi debiti tornano a far tremare le amministrazioni comunali dell’isola.

In queste ore i sindaci dei Comuni elbani hanno avviato i contatti con i propri legali di riferimento per capire quali saranno le ripercussioni per la probabile scelta del Comune di Portoferraio di non andare avanti con il ricorso contro la Regione, con il quale fu impugnato il piano di successione dell’ex Unione.

In pratica, qualora venisse confermata l’anticipazione del Pd elbano, la giunta Ferrari accetterebbe di pagare i debiti per l’ex Unione, pari a circa 5 milioni di euro. Resta da capire se la decisione di non portare avanti il ricorso si rifletterà anche sugli altri Comuni, alcuni dei quali hanno presentato dei ricorsi al Tar ad adiuvandum al ricorso principale presentato da Portoferraio.

I passivi dell’ex Unione ammontano a quasi 12 milioni di euro, da ripartire tra tutti i Comuni elbani in proporzione rispetto al numero degli abitanti. Secondo Roberto Peria, l’ex sindaco di Portoferraio che impugnò il piano di successione dell’ente dissolto, Ferrari «ha compiuto un atto contro tutta l’Elba che comporterà conseguenze pesantissime – ha spiegato – di fatto il venire meno del ricorso di Portoferraio vanificherà i ricorsi degli altri Comuni contro cui adesso i creditori potranno liberamente emettere dei decreti ingiuntivi». Uno scenario che, naturalmente, crea preoccupazione tra gli amministratori elbani. Ruggero Barbetti, sindaco di Capoliveri, è cauto. «È una notizia che è circolata in questi giorni – spiega – ho contattato l’avvocato del Comune con il quale sono in corso degli approfondimenti. Noi abbiamo fatto un ricorso a parte sul caso dell’Unione dei Comuni, credo che possa restare in piedi». Un cauto ottimismo condiviso dal primo cittadino di Marciana Marina, Andrea Ciumei. «Ho sentito gli avvocati con i quali stiamo valutando cosa portare in discussione nella prossima udienza del 9 novembre – spiega – detto questo rimango sbigottito dalla decisione di Ferrari, presa ormai da giorni all’oscuro dei colleghi. Una decisione che certamente non fa fare una bella figura a Portoferraio e, qualora fosse stata firmata dal sindaco, sarebbe gravissima».

Far fronte ai debiti dell’ex Unione, per alcuni dei Comuni elbani, vorrebbe dire chiudere i battenti. Uno di questi è Porto Azzurro, uscito a fatica dalla crisi finanziaria con il sofferto via libera della Corte dei Conti al piano di rientro pluriennale da un disavanzo di 1,9 milioni: «Aspetto di conoscere nel dettaglio la questione per capire quali saranno le ripercussioni per i Comuni – fa presente Simoni – ma è chiaro che Porto Azzurro non sarebbe in grado di farsi carico dei debiti dell’ex Unione, a quel punto il commissariamento sarebbe pressoché automatico. Dobbiamo capire l’evolversi della situazione, ma siamo preoccupati. Ferrari, per la seconda volta dopo il caso della sanità, avrebbe preso una posizione dannosa per l’isola d’Elba».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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