Il Tirreno

Nuova diga del porto, sì dalla Regione

Nuova diga del porto, sì dalla Regione

Marina di Campo: il progetto dell’Autorità portuale regionale ottiene le autorizzazioni ambientali

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CAMPO NELL’ELBA. La Regione Toscana ha escluso dalla procedura di valutazione di impatto ambientale il progetto per la realizzazione del muro paraonde e per l’adeguamento della diga foranea del porto di Marina di Campo, proposto dall’Autorità portuale regionale che aveva presentato l’istanza di non assoggettabilità alla Via il 27 giugno scorso. Di fatto l’ente regionale ha concesso le autorizzazioni ambientali all’intervento di potenziamento del porto (con alcune prescrizioni), i cui lavori dovranno essere necessariamente portati a termine entro cinque anni dalla pubblicazione del decreto sul Burt, avvenuta nei giorni scorsi.

«L’intervento – si legge nel decreto approvato dalla Regione – si rende necessario in quanto, allo stato attuale, la diga di sopraflutto del porto di Marina di Campo è caratterizzata dalla presenza del muro paraonde solo per metà della propria lunghezza e la mancanza del muro nel secondo tratto rende la diga facilmente tracimabile, esponendo le imbarcazioni poste dietro a danni e a possibili affondamenti. Di conseguenza una parte importante dello specchio acqueo del porto è di fatto inagibile per buona parte dell’anno e può essere usata solo durante l’estate e nei periodi di calma».

L’intervento.

La realizzazione del muro paraonde in calcestruzzo armato, con una quota di coronamento pari a 5,5 metri sopra il livello del mare) si articola nei 70 metri del secondo tratto della diga di sopraflutto di Marina di Campo, attraverso la realizzazione di una struttura di fondazione negli ultimi 20 metri.

Sarà adeguata la scogliera lungo tutta la diga, con la realizzazione di una vasca di dissipazione, strato di filtro e la protezione al piede con massi naturali. Come annunciato dalla vecchia amministrazione comunale, sarà inoltre realizzato un ricciolo a protezione della testata del molo e l’ampliamento dell’ultimo tratto della banchina portuale. Hanno partecipato alla verifica di non assoggettabilità alla Via la Soprintendenza, il Parco, Genio civile, Soprintendenza che si sono espressi favorevolmente, seppur con alcune prescrizioni impartite, alla realizzazione dell’intervento, dopo aver valutato i materiali utilizzati, l’impatto ambientale e le modalità di intervento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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