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Cresce il museo della Misericordia

Cresce il museo della Misericordia

Quasi 5mila visitatori per il sito “gioiello” in salita Napoleone. Meloni: «Un ottimo risultato»

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PORTOFERRAIO. Un crescendo di visitatori italiani e stranieri per il piccolo, ma prezioso museo dell'arciconfraternita della Misericordia, in Salita Napoleone. Oltre 4700 persone hanno varcato la soglia del museo adiacente all'omonima chiesa.

Nel rapporto 2014 della Regione Toscana, che si occupa di pubblicare i dati d'accesso ai musei della Toscana, si legge che il museo di salita Napoleone è tra i più visitati a Portoferraio. Un ottimo risultato, se si pensa che nel 2012 si ebbero 1747 ingressi. Nel 2013 passarono già a 2750 (contro i 2920 del museo archeologico della Linguella, più pubblicizzato di quello della Misericordia), fino ai dati recenti. Una continua, ma irresistibile ascesa. A cosa è dovuto tale risultato?

«Nasce - dicono i due consiglieri Maria Teresa Bianchi e Alessandro Pastorelli, delegati alla cultura - dalla passione e dall'amore per la nostra storia, sia di confratelli sia di cittadini. Il museo funziona solo grazie al volontariato e non è all'interno di nessun itinerario turistico pubblicizzato. Nel 2015 abbiamo partecipato alle notti dell'Archeologia organizzate dalla Regione, aprendo le porte il 15 agosto notte per il compleanno di Napoleone. In quell'occasione furono numerosi i turisti che visitarono la Chiesa e il museo. Siamo anche pronti a continuare a far crescere le iniziative culturali che ruotano attorno alla nostra confraternita, così da non disperdere la memoria della Misericordia, ma soprattutto della nostra città».

Aggiunge il governatore Simone Meloni: «Sono molto soddisfatto di questo dato: merito dei nostri volontari culturali che con impegno e volontà hanno creduto nel nostro museo e hanno fatto in modo di tenerlo aperto e sistemato durante tutta la stagione estiva senza percepire alcun compenso se non il nostro grazie, quindi ci tengo a ricordare i loro nomi: Teresa, Enrico, Marika, Nadia, Maria Assunta, Elisa, Davide, Fabio e Silvia». Il piccolo museo risale al 1677. Custodisce al suo interno sono conservati alcuni cimeli napoleonici donati direttamente dal pronipote dell'imperatore Napoleone, il principe Anatolio Demidoff. Tra questi spiccano la maschera in bronzo dell'imperatore morente, un calco in bronzo della mano e la prima bandiera dell'Elba recante tre api ricamate in filo d'oro che l'imperatore donò all'Elba il 4 maggio 1814. Il resto del materiale conservato nelle teche è stato donato negli anni dagli abitanti di Portoferraio. Oppure è parte della collezione privata dell'arciconfraternita. «Da quest' anno - continuano i due consiglieri - abbiamo apportato delle importanti aggiunte alla collezione andando a restaurare, con il contributo dei nostri volontari, l'antica ambulanza a trazione umana in modo da abbinarla alla nostra storica divisa composta da buffa e cappa. Abbiamo cercato di raccontare ancora di più i nostri primi 450 anni di attività a servizio della popolazione. I dati rilasciati dalla Regione Toscana, sull'affluenza museale - concludono - ci danno ragione del fatto di aver puntato a un percorso culturale che attira molti visitatori e racconta una parte della storia di Portoferraio e di tutta l'isola».

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di Redazione web