Il presidio
Il vecchio albergo “Piave” cade giù pezzo dopo pezzo
Chiuso ormai da anni, perde tegole e canne fumarie. Degrado anche alla stazione L’assessore Capuano: «Sopralluogo immediato per stabilire il grado di sicurezza»
PIOMBINO. Hotel chiuso da anni, che perde pezzi. Davanti a una stazione ferroviaria che sembra proprio tutto, meno che uno snodo per viaggiatori. Situazioni al limite della sicurezza percepita da chi si affaccia su piazza Niccolini; e gli abitanti dicono basta. Però il Comune non sta a guardare.
Tegole, ma anche canne fumarie che volano giù dal tetto. Calcinacci cadono ogni volta che il vento tira un po’ più forte, come con le prime bufere dei giorni scorsi. E il timore dei residenti di via Ulisse Dini è «che una notte venga giù tutto...». Preoccupazioni strettamente legate allo stato d’abbandono dell’hotel “Il Piave”, chiuso ormai da qualche anno. Ancora presente sui siti web dedicati (ma non più prenotabile), a suo tempo, “hotel a due stelle”, che disponeva di 12 camere, 21 letti, 14 bagni; un albergo- ristorante, con sala colazioni e bar. Poi parcheggio riservato annesso alla struttura alberghiera e sala tv. «Grandi spazi abbandonati da troppo tempo – ricordano gli abitanti – e qui sotto passa tanta gente... anche a piedi, perché in via Gori il mercoledì, ci sono i banchi del mercato». Possibile non poter far niente? «Nel piano in studio e nel questionario che presto sarà distribuito – risponde l’assessore ai lavori pubblici e sicurezza Claudio Capuano – stiamo tenendo conto del degrado diffuso in città. Valida l’idea della mappatura delle emergenze; avendo fondi di scarsa entità e dovendo poi definire le priorità, è importante stabilire che parte del degrado è legato all’estetica delle facciate dei palazzi. Dovremo diffidare proprietari e condomini che non sono in regola – aggiunge Capuano – e che devono provvedere. Questo sarà fatto anche per via Dini e l’hotel: immediato un sopralluogo per stabilire il grado di sicurezza. Il decoro urbano – sottolinea – non è solo pulizia e illuminazione».
Riqualificazione area stazione. Forzata di nuovo la porta dell’ex bar; all’ingresso dell’ex biglietteria un’aria irrespirabile. Di sera si segnalano frequentazioni non proprio eccellenti.
«Stiamo aspettando – conclude Claudio Capuano – che la Regione condivida la nostra proposta per aree e strutture in comodato, già fatta a Rete ferroviaria italiana (Rfi). Ci auguriamo di poter partire col progetto prima della fine dell’anno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
