Il Tirreno

«Una prospettiva di sviluppo»

Spirito Libero sulle scelte della giunta: giusto dare possibilità a chi investe

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PIOMBINO. «Abbiamo partecipato a più incontri sulla “Variante Aferpi” – interviene Spirito Libero – e comprendiamo bene le preoccupazioni per una situazione che non si conclude mai. Comprendiamo le difficoltà e la rabbia di chi si trova in cassa integrazione o, peggio, senza ammortizzatori sociali, come molti lavoratori dell’indotto ex Lucchini. Evidente che rispetto agli impegni presi ci sono grandi ritardi e una rimodulazione degli investimenti che hanno modificato il quadro iniziale. Così come – si sottolinea – non può durare a lungo l’andamento discontinuo con le fermate dei treni di laminazione e lo stato di abbandono di immobili industriali, da noi stessi denunciato (via Portovecchio). Le preoccupazioni di centinaia di persone con le loro famiglie di perdere il posto di lavoro, le facciamo nostre e sono le stesse che hanno il sindaco Giuliani e la sua giunta. Per obiettività però non possiamo disconoscere gli sforzi dell’azienda soprattutto dall’arrivo di Azzi. Il nuovo piano industriale, con un solo forno elettrico ma con l’anticipazione del nuovo treno rotaie, gli accordi con Sms Group per la progettazione esecutiva – si prosegue – l’assegnazione dei lavori per le prime opere di dismissione e demolizione di impianti, le risorse sin qui investite dalla proprietà, l’individuazione di un advisor per la ricerca di finanziamenti, l’assegnazione dei 100 milioni dei certificati bianchi, l’importante accordo per il rientro a novembre di tutti i lavoratori in cds e non in cig; inoltre i viaggi di Rebrab in Italia e a Piombino non ci sembrano denotare volontà di abbandono bensì l’impegno a rilanciare pur in una situazione difficile dovuta principalmente ai problemi col governo algerino. Le preoccupazioni comunque, rimangono e in questo quadro cosa deve realisticamente fare una amministrazione se non mettere chi vuole investire nelle condizioni di farlo? Più che di ricatto occupazionale, sarebbe corretto parlare di assenza di opzioni, magari ipotizzando una fuoriuscita di scena di Cevital. Ma c'è una alternativa a questo?Perciò la cosiddetta “Variante Aferpi” pur da migliorare, e questo è possibile, va sostenuta. Ci sono decine di esempi di città attraversate da strade a grande percorrenza a molto meno di settanta metri. Questa variante – si conclude – dà una prospettiva di sviluppo e chi deve coglierla sappia farlo: questo deve fare chi governa, cercare soluzioni per risolvere e non solo denunciare i problemi».

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