Il Tirreno

Influenza più cattiva: attesi 8mila casi

Gian Ugo Berti
I primi casi di influenza sono attesi per la fine dell'anno
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I primi casi di influenza sono attesi per la fine dell'anno

Le previsioni degli esperti per Val di Cornia e Isola d’Elba, il picco atteso tra Natale e Pasqua

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PIOMBINO. Fra Natale e Pasqua l’influenza sarà un po’ più forte: 8mila casi in Val di Cornia ed Isola d’Elba. Secondo le valutazioni dell’infettivologo milanese, Fabrizio Pregliasco. Dunque un’influenza più cattiva.
Ecco perché si prevede che potrebbero essere circa ottomila le persone colpite in Val di Cornia ed Isola d'Elba nel periodo clou, cioè fra Natale e Pasqua.

Questo secondo quanto detto, appunto, da Fabrizio Pregliasco, infettivologo all’Università di Milano e direttore sanitario dell’Istituto “Galeazzi”. Il motivo è legato alla presenza di due nuovi virus, Hong Kong e Prisbane, il terzo è lo stesso dell’inverno passato, il California.

«Un motivo in più – spiega Pregliasco – per vaccinarsi. Purtroppo questa prevenzione è andata via via diminuendo, complice anche una certa sfiducia da parte della popolazione. Un problema ulteriore perché, se si abbassasse troppo il numero dei soggetti vaccinati, calerebbe l’effetto protettivo sull’intera comunità. Il messaggio è chiaro: tutti dovrebbero vaccinarsi. Soprattutto – sottolinea – le fasce piu' a rischio ovvero gli anziani, i malati di cuore, i diabetici, gli immunodepressi come ad esempio i pazienti trapiantati d’organo».

«Lo stesso dicasi – aggiunge – per le donne in gravidanza nel periodo opportuno, su indicazione specialistica. Ma al contempo i bambini, già al di sopra del sesto mese di vita. Per le complicazioni dell’influenza ed in caso di calo delle difese immunitarie, lo scorso anno sono avvenuti in Italia circa 8mila decessi".

Quando, dunque, è necessario vaccinarsi? "L’arrivo dell’epidemia – dice ancora Pregliasco – è previsto per la fine dell’anno, in base anche all’evoluzione delle condizioni meteorologiche. A volte può slittare a dopo le feste, alla riapertura delle scuole, delle università, delle fabbriche, degli uffici. Ecco allora che è bene ricorrere al vaccino nella seconda metà di novembre-primi di dicembre".

Talvolta è descritto un possibile rialzo della temperatura di modesta entità, nelle ore o nei giorni successivi. I disturbi della malattia sono quelli tradizionali: febbre alta, in rapida ascesa, dolori articolari diffusi, stanchezza generalizzata. Non di rado mal di gola, tosse e diarrea. Sul piano degli stili di vita è opportuno evitare di sostare a lungo nei luoghi affollati, tram, autobus, metropolitana. Bene vestirsi in modo adeguato.

"Punti deboli del corpo – conferma Pregliasco – sono il capo, la gola ed i piedi che devo essere particolarmente protetti. Soffiarsi correttamente il naso allo scopo di mantenere aperte le vie aeree. Areare gli ambienti dove si dorme. Non dimentichiamoci di lavarci spesso ed accuratamente le mani, specie prima di mangiare, perché sono il veicolo più frequente nella trasmissione infettiva. Circa, infine l’alimentazione, consigliabile è il ricorso a bere acqua in abbondanza, evitare le abbuffate, cibi mediamente più ricchi di calorie rispetto all’estate, frutta specie agrumi e verdura in abbondanza».
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