Il Tirreno

«Difenderemo il punto nascita»

di Cecilia Cecchi
«Difenderemo il punto nascita»

Di Giorgi e la richiesta di deroga alla chiusura del reparto dove non si raggiunge la soglia minima di 500 parti l’anno

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. In Italia, soprattutto culle vuote e tracollo delle nascite: in sei mesi sono 14mila in meno. È L'Istat (l’Istituto nazionale di statistica) a certificare un simile calo senza precedenti: da gennaio a giugno i nuovi nati sono diminuiti del 6%, il triplo rispetto a un anno fa. Piombino, ovviamente, è della partita avvertendo sempre più forte la pressione dei possibili tagli alla sanità legati al decreto Balduzzi.

Perché i punti nascita che fanno meno di 500 parti l’anno, come appunto a Villamarina (circa 300 a fine 2015), a detta del decreto “insicuri”, rischiano sempre più la chiusura; anche se per raggiungerne un altro, sia Cecina o Grosseto, ci vuole tempo che può risultare vitale, tant’è che, fino a questo momento, la situazione è rimasta congelata.

Pure nell’incontro di Cecina, venerdì scorso, tra personale sanitario, il sindaco Samuele Lippi e la direttrice Usl Toscana nord ovest Teresa De Lauretis si è tornati a parlare del rebus del reparto materno infantile di Piombino. Del resto, nella scheda allegata al Piano di area vasta, si evidenzia come i reparti di ostetricia, ginecologia e pediatria siano ancora a rischio chiusura. «Abbiamo chiesto una deroga al ministero – ha ricordato De Lauretis – per far restare attivo il punto nascite».

«La maternità, reparto indispensabile... – sottolinea l’assessore al sociale del Comune di Piombino Margherita Di Giorgi – Dunque no alla chiusura del punto nascita. A fine settembre abbiamo richiesto una deroga di un anno in previsione di una riorganizzazione che comunque garantisca sicurezza per tutti. Evidente – aggiunge Di Giorgi – che ci sono grossi problemi per le poche nascite, ma come amministrazione, come Conferenza dei sindaci ci batteremo perché i servizi vengano mantenuti».

La questione sicurezza, a Piombino, non è in discussione. «Nel reparto di Villamarina – prosegue Di Giorgi – non ci sono stati problemi. La “soglia di sicurezza” del decreto Balduzzi si ferma ai numeri, partendo dal principio che medici, infermieri e ostetriche, non avendo una certa frequenza di interventi diventino meno... affidabili e quando c’è un calo vistoso di nascite il reparto va chiuso».

«Valutazioni fuori luogo – dice ancora Di Giorgi – in questo senso tenteremo ogni via per mentenere il punto nascite qui, perché le donne possano essere assitistite come necessario. Certo se si parla di un ospedale univo l’organizzazione dovrà essere completamente rivista. Intanto siamo in attesa della risposta dal ministero della salute alle richieste presentate dall’assessore regionale Saccardi. Ma non dovrebbero esserci problemi... ancora. Resta, a monte che non nascendo più bambini, la situazione diventerà difficile da sostenere. Mantenere un reparto senza nascite, però noi faremo il possibile».

@cecilia cecchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera