Il Tirreno

«Variante, una cambiale in bianco»

Le opposizioni per niente rassicurate dalle novità urbanistiche su Aferpi

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PIOMBINO. Le forze d’opposizione Un'Altra Piombino Movimento 5 Stelle Rifondazione e Ferrari sindaco Forza Italia commentano la Variane Aferpi con una nota congiunta. «La IV commissione - si legge - ha dato via libera alla variante che sarà portata all'approvazione del prossimo consiglio. Ma sono necessarie alcune precisazioni rispetto a quanto affermato sulla stampa: non ci sono state nè spiegazioni "dettagliate" nè sono state date rassicurazioni, se non puramente verbali, sull'area del Quagliodromo e sul tracciato della 398. In sostanza ai consiglieri sono stati illustrati i tratti salienti della variante (di cui peraltro erano già a conoscenza) senza fornire documenti esitati da studi e ricerche a supporto delle scelte adottate. La sola documentazione su cui l'impianto si regge - si aggiunge - è la relazione tecnica presentata da Aferpi nel suo Masterplan. Pertanto siamo legittimati a dire che l'unica spiegazione alle modifiche della variante è da ricondurre a scelte politiche, come del resto è stato esplicitamente affermato dall'assessore. In buona sostanza ci si appresta a varare, con una rapidità immotivata (dato che tutto è fermo e di date certe ancora non ce ne sono) , importanti modifiche al Piano Strutturale e al Regolamento Urbanistico per un progetto industriale di cui ancora non conosciamo nè i contenuti, nè l'impatto sul territorio e per il quale ancora non ci sono i finanziamenti».

I firmatari non hanno dubbi: si consegna un intero territorio ad un singolo imprenditore, senza alcuna garanzia, senza niente di definito: una cambiale in bianco. «Decisamente insostenibile la giustificazione che il segretario dell'unione comunle del Pd Ettore Rosalba ha dato alla variazione del tracciato 398 :"Siccome con l'altoforno acceso non era possibile far passare la strada di lì, si è deciso questo nuovo percorso.." Cioè, ora che gli impianti sono dismessi e che quindi il tracciato (già approvato e per il quale si è speso già denaro pubblico) diventa agevolmente realizzabile, se ne sceglie un altro. Anzi si sostiene che, nel caso i progetti di Aferpi dovessero variare e presentare esigenze diverse, l'amministrazione sarà pronta all'adozione di una nuova variante. In pratica si demandano a un imprenditore le decisioni sugli strumenti urbanistici e la programmazione del territorio. Noi non ci stiamo: non vogliamo consegnare ad un singolo imprenditore (che fino ad ora ha dimostrando scarsissima credibilità) le sorti del nostro territorio oltre a una zona palustre che fa parte del sistema delle aree pregiate a protezione ambientale».

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