Il Tirreno

CANILE

«Ci batteremo in ogni modo, ma gli animali restano qui»

di Cecilia Cecchi
Com’è il canile di Piombino oggi, dopo il restyling del “lascito Gabellieri”. Da qui gli animali devono essere trasferiti entro 90 giorni (foto Paolo Barlettani)
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Com’è il canile di Piombino oggi, dopo il restyling del “lascito Gabellieri”. Da qui gli animali devono essere trasferiti entro 90 giorni (foto Paolo Barlettani)

Dopo l’ordinanza del tribunale che ne stabilisce il trasloco entro 90 giorni. Menicagli (Enpa): «Possibile uno spostamento solo in strutture accreditate»

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PIOMBINO. Abbaiano ben oltre il tollerabile per chi è andato ad abitare vicino. L’ordinanza del giudice e 90 giorni per silenziare o traslocare il canile. Ricorso del Comune.
Al centro di tutto gli animali, questi cani che hanno già avuto la “fortuna” di trovarsi ospiti del canile cittadino.
«Ho letto tante inesattezze sulla vicenda canile che “come persona informata sui fatti” ritengo doveroso intervenire, per cercare di fare un minimo di chiarezza». Parla Paolo Menicagli, piombinese, tesoriere Enpa locale, tra i volontari che più si occupano della struttura.

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Cifre, servizi, storia. «Quando si scrive di 85mila euro pagati dal comune ad Enpa per la gestione del canile comunale? Cifra esagerata – spiega – tra il Comune di Piombino ed Enpa è vigente una convenzione che prevede un compenso di 89.500 euro per la gestione di una serie di servizi. Precisamente c’è la gestione del canile e la gestione del servizio di accalappiatura cani vaganti con una reperibilità di 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno, servizio da fare con un mezzo idoneo al trasposto degli animali: 109 richieste di intervento nei primi 9 mesi del 2016 con 77 cani restituiti ai proprietari e 14 cani condotti in canile perché non identificati. C’è il coordinamento ed assistenza delle colonie feline censite in area pubblica: 33 colonie per 434 animali, nei 9 mesi di quest’anno sono stati spesi 10.618,35 euro per i veterinari e 1.743,46 euro di medicinali.Se andiamo ad esaminare le vecchie convenzioni stipulate tra Enpa e Comune per la gestione degli stessi servizi ma con atti separati, vediamo che nel 2012 il Comune pagava ad Enpa 10.500 euro per la gestione delle colonie feline e 20mila per la gestione del servizio di accalappiatura. Se lasciamo inalterate queste due cifre e le detraiamo dagli 89.500 euro rimangono 59mila che divisi per 50 cani di media per 365 giorno fanno 3,23 euro al giorno a cane omnicomprensive: cure mediche, sterilizzazioni, vaccinazioni, interventi chirurgici e quant’altro necessario al benessere dell’animale. Chissà quanti altri canili si assumeranno l’onere di accogliere i cani del canile di Piombino a queste condizioni...».


Ristrutturazione. «Si criticano i 120mila euro spesi dal Comune per la ristrutturazione – aggiunge Menicagli – Pur non volendo considerare che la ristrutturazione ha consentito di dotare il canile di gabbie e di ambienti necessari al benessere degli animali, rimane la legge regionale che obbligava i Comuni dotati di canile di ottenere l’accreditamento della Asl per continuare la propria attività e considerato il tempo intercorso tra la fine dei lavori e l’eventuale trasferimento degli animali in un nuovo canile riteniamo ammortizzabile la cifra spesa, anche in considerazione che le soluzioni adottate nella ristrutturazione consentiranno un recupero di gran parte dei materiali usati».


Degrado. «Sporcizia e ratti presenti nel canile... – sottolinea – Evidente che chi dice questo sono diversi anni che non frequenta il luogo. Se è vero che all’interno dell’area esiste un fabbricato fatiscente e parzialmente demolito, è pur vero che è transennato e non accessibile dagli animali e dalle persone che frequentano il canile. Sulla presenza dei ratti – ricorda – da diversi mesi, grazie alla disponibilità dell’azienda Ekosis, che ha messo gratuitamente a disposizione di Enpa l’esperienza, intorno al canile sono state poste une serie di trappole che hanno eliminato la presenza di ratti in canile che rimangono invece presenti nelle aree esterne».
Ricorso e progetti. «C’è poi una notizia presente sia sul ricorso presentato dall’avvocato Napoleoni sia su diversi articoli apparsi sulla stampa locale anche in tempi passati – dice Menicagli – Mi riferisco alla presenza di progetti presentati al Comune da parte di privati o di associazioni locali per la costruzione di un nuovo canile e da questo rifiutati. L’argomento, se ben ricordo, è stato oggetto di una discussione in un recente consiglio ed è stato in quella sede dichiarato che nessun progetto, degno di tal nome, era stato presentato all’amministrazione. È noto invece – specifica – che fino al 2012, l’allora presidente Enpa Maria Cristina Biagini, si sia battuta in Comune per il mantenimento del canile nel luogo che occupa attualmente, ritenuto dalla stessa perfettamente idoneo all’uso e che solo dal 2012, dopo essere stata rimossa, al suo posto il commissario straordinario Giovanni Pacini, e pure allontanata dall’Enpa, abbia ritenuto il luogo degradato e fatiscente tanto da comparire nel ricorso dell’avvocato Napoleoni come testimone di parte. Strana o quanto mai vaga dunque la possibile tempistica di presentazione di questi fantomatici progetti, di cui molto si parla in questi giorni».


Trasloco dei cani. «Veniamo allo spostamento dei cani previsto dalla sentenza – conferma Menicagli – In base ad una nota della Asl i cani potranno essere spostati solo in canili accreditati e sono quindi inutili le disponibilità fornite da varie associazioni locali che invece di pensare a mettere a disposizione spazi all’interno delle proprie strutture dovrebbero pensare al benessere degli animali da spostare che, dopo aver subito un primo trauma causato dall’abbandono da parte dei loro proprietari originali si troverebbero nuovamente a vivere lo stesso trauma, spostati in un ambiente completamente diverso da quello che ritenevano fosse diventata la loro nuova casa, ed è per questo – conclude – che Enpa si batterà in tutti i modi perchè i cani rimangano dove si trovano, mantenendo le proprie abitudini».
 

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