Il presidio
I cacciatori: «Lasciateci sparare ai mufloni»
L’associazione LIbera Caccia protesta per la mancata autorizzazione agli abbattimenti fuori dal Parco
PORTOFERRAIO. «Dentro il Parco si fa una strage di mufloni, nel territorio fuori dal Parco si impedisce ai cacciatori di cacciare liberamente. È una mancanza di rispetto ingiustificata». Alessandro Fulcheris, portavoce dell’associazione nazionale Libera Caccia, segnala pubblicamente come siano passati venti giorni da quella che sarebbe dovuta essere la giornata d’apertura alla caccia al muflone all’Isola d’Elba. «Ma ancora – fa sapere Libera Caccia – a causa della mancata approvazione del piano d’abbattimento, tutto tace. Non sappiamo se la colpa sia della Regione o dell’Ispra, ma sicuramente l’incompetenza di qualcuno danneggia i cacciatori privandoli di un loro diritto. Diritto acquisito non solo pagando le tasse venatorie e Atc, ma anche effettuando i censimenti richiesti anche per l’ente Parco».
Secondo l’associazione Libera Caccia al danno si aggiunge la beffa, poiché «all’interno del Parco sono iniziati gli abbattimenti, mentre nel territorio a caccia programmata no – attacca l'associazione – Siamo all’assurdo, all’interno del Parco si compiono delle stragi (piano d’abbattimento 140%), mentre invece nei luoghi dove si dovrebbe cacciare non si fa».
Secondo l’associazione che rappresenta i cacciatori le problematiche irrisolte nella gestione delle specie ungulate all’Isola d’Elba (cinghiali e mufloni) sono «principalmente dovute all’ostilità nei confronti dei cacciatori che potrebbero rappresentare un valido supporto per aiutare l’ente a risolvere il problema della sovrapposizione di cinghiale e muflone». Libera Caccia sostiene come la diffrenza tra Parco e Atc è che, «nel caso dell'area protetta, a causa dell'impossibilità di attivare iniziative di prelievo con i cacciatori ma esclusivamente interventi di controllo, non solo non si risolve il problema ma si disperdono anche risorse economiche importanti – spiegano dall'associazione – infatti, nel caso del Parco il prelievo degli animali in esubero rappresenta un costo secco sia per l'impiego di ditte specializzate nella cattura degli animali che per l'impiego di personale in forza alla polizia provinciale. Nel caso dell'Atc, in particolare per il muflone, è stato attivato un servizio che assegnando capi a cacciatori ospiti, accompagnati da personale volontario abilitato e formato, produce entrate importanti per una realtà quale l'Atc dell'Elba che sicuramente potrebbero essere ancora maggiori se il territorio a disposizione fosse più ampio. Non solo ciò produrrebbe anche un indotto economico per le strutture ricettive della zona che lavorerebbero in un periodo considerato di bassa stagione». L’associazione Libera Caccia chiede quindi di togliere, una volta per tutte, «le barriere ideologiche nei confronti della caccia, fare dell'Elba un parco in cui la fruibilità venatoria sia utile per il riequilibrio delle popolazioni naturali ma anche per il benessere sociale della popolazione residente che, rispetto ad altre realtà territoriali, se è vero che ha alcuni benefici è altrettanto vero che vive con meno opportunità».
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