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«Soldi pubblici sperperati e tanta improvvisazione»
Canile, dopo che il Comune ha perso la causa, Cinque stelle e Un’altra Piombino attaccano la giunta e contestano l’ipotesi del ricorso annunciato da Chiarei
PIOMBINO. Vicenda canile. Un’altra Piombino con Carla Bezzini e i Cinque stelle intervengono sui riflessi della causa, per l’impatto acustico, intentata e vinta dall’avvocato Napoleoni contro il Comune. Obbligato dal giudice, altrimenti, ad insonorizzare la struttura con una spesa di 230 mila euro. Sentenza contro la quale il Comune farà ricorso.
«Già nel programma della prima giunta Anselmi - dice Bezzini - si assicurava la realizzazione di una nuova struttura, dato che si sono pagati anche dei progetti di fattibilità, mai realizzati, dato che è misteriosamente sfumata la possibilità di un canile fotovoltaico, proposto da un’associazione che lo avrebbe realizzato a proprie spese, dato che nel vecchio da un anno si sono sperperati ben 118.000 euro per non cambiare di una virgola l'evidenza. Gli edifici che ospitano il canile sono proprio crollati e crollano sempre di più. Avevamo pensato che in questi anni a farlo chiudere sarebbero stati i vigili del fuoco, o l'Asl».
Ora, due le ipotesi: «Il Comune vince e il canile può continuare a stare lì, con i suoi 50 cani e i suoi edifici crollati. Il Comune perde e il canile va chiuso in tempi brevissimi, pagando con i soldi dei cittadini un bel risarcimento al privato ricorrente. Sarebbe meglio cominciare da oggi a pubblicare, non studiare, un bando che promuova la realizzazione. E da oggi dovrebbe partire un'indagine tra tutte le strutture in zona, tra tutte le associazioni animaliste, per cercare un aiuto temporaneo, ospitando i cani in luoghi vicini al loro territorio, dove possano continuare ad essere visti e seguiti da chi li conosce e li ama».
I 5 stelle parlano di scelte improvvisate sia in materia urbanistica che di bilancio. «Qualche anno fa fu anche realizzato un progetto. Contemporaneamente, sempre nel regolamento urbanistico, si prevedono strutture turistico-ricettive nella zona degli ex macelli, conb espropri su cui il Comune ha perso il ricorso intentato dai proprietari per l’importo. Nel 2012 - aggiunge il movimento - Napoleoni acquista la sua abitazione nelle vicinanze del canile, dietro all'impegno del Comune di realizzare la nuova struttura fuori città. Ma il Comune decide di spendere quasi 120.000 euro (per metà relativi al lascito Gabellieri) per ristrutturare l'esistente. Adesso che l'avvocato ha vinto la sua causa, ci troviamo di fronte ad una tempistica di 90 gg per poter sanare la situazione acustica, con l'impiego di ulteriori 230.000 per istallare delle barriere antirumore, oltre al pagamento delle spese legali e della perizia, nonché 50 euro giornalieri per ogni giorno di ritardo, trascorsi i 90 per il disagio dei proprietari dell'abitazione. In alternativa è necessario ricollocare i 50 cani in una nuova struttura, di fatto avendo letteralmente "sprecato" l'investimenti di restyling di un anno fa».
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